Strade sicure, la Lega chiede i militari anche a Massa e Carrara

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Commissione Difesa della Camera ha approvato una risoluzione che impegna il Governo a rafforzare l'operazione «Strade Sicure», portando il contingente da circa 6.800 a 10.000 militari. L'incremento previsto è di 3.200 unità, da destinare alla sicurezza di città, stazioni ferroviarie e luoghi sensibili. Il testo, di cui è primo firmatario il leghista Eugenio Zoffili, prevede anche l'estensione dei presidi militari ai 61 capoluoghi di provincia oggi sprovvisti e l'assunzione di nuovi carabinieri.

La battaglia della Lega per i capoluoghi esclusi

La risoluzione arriva dopo settimane di tensioni nella maggioranza, con la Lega in pressing per aumentare il contingente e Forza Italia e Fratelli d'Italia più caute. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, che quei militari dovrebbe schierare, ha dichiarato di non aver ancora visto il testo. Il via libera in Commissione rappresenta il primo passaggio formale, ma il provvedimento deve ancora trovare le necessarie coperture finanziarie e gli adeguamenti logistici, formativi e normativi.

Tra i territori che la Lega intende includere nel potenziamento figurano Massa e Carrara, che insieme ad altri capoluoghi italiani restano fuori dall'operazione. «Massa e Carrara, pur essendo capoluoghi di provincia, sono ancora escluse dalla presenza dei militari di Strade Sicure», ha dichiarato il deputato Andrea Barabotti, sostenendo la proposta avanzata da Matteo Salvini.

L'attenzione alle stazioni e alle aree sensibili

Il parlamentare apuano ha indicato le priorità del presidio militare per il territorio: «Penso innanzitutto alle stazioni ferroviarie di Massa e Carrara-Avenza, alle aree di interscambio, ai luoghi maggiormente frequentati e alle zone più esposte a fenomeni di degrado e microcriminalità». Secondo Barabotti, la presenza dei militari avrebbe «una funzione di presidio e deterrenza» e consentirebbe alle forze dell'ordine di «concentrare ancora maggiormente uomini e risorse sulle attività di controllo dinamico, prevenzione e investigazione».

A sostenere l'iniziativa è anche Andrea Tosi, segretario provinciale della Lega e capogruppo in consiglio comunale a Carrara, secondo cui «una maggiore presenza dello Stato può contribuire concretamente alla prevenzione dei fenomeni di degrado e al rafforzamento della percezione di sicurezza dei cittadini».

Il sindaco di Massa Francesco Persiani ha espresso analoga posizione, sottolineando che la città rientra tra i 61 capoluoghi non ancora raggiunti dal presidio armato e che «un ulteriore presidio fisso e costante può migliorare la convivenza civile e prevenire episodi di microcriminalità e degrado».

I numeri dell'operazione e le voci critiche

L'operazione «Strade Sicure» è attiva sul territorio nazionale dal 4 agosto 2008. Secondo il testo della risoluzione, il contingente è stato ridotto negli ultimi anni, passando dalle 7.050 unità del giugno 2021 alle 6.000 del giugno 2022 e alle 5.000 del dicembre dello stesso anno. Il governo in carica ha ritenuto opportuno rafforzarlo fino agli attuali 6.000 militari presenti in 58 province, a presidio di circa 1.000 siti e aree sensibili, a cui si aggiungono 800 militari impegnati in «Stazioni Sicure».

La stima della Lega per mandare in strada le 3.200 unità aggiuntive è di circa cento milioni di euro l'anno. Non sono mancate le voci critiche: l'associazione ASPMI, rappresentativa del personale militare, ha chiesto che «ogni potenziamento sia accompagnato da interventi in favore del personale», rilevando che si discute continuamente di quanti uomini e donne mandare nelle città ma non con altrettanta urgenza di come riconoscere il loro lavoro.

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