Strade Sicure arriva anche in provincia di Lucca, la Lega esulta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Commissione Difesa della Camera ha approvato la risoluzione che rafforza l'operazione Strade Sicure, portando da circa 6.800 a 10.000 i militari impiegati sul territorio nazionale. L'incremento previsto è di 3.200 unità, da destinare alla sicurezza di città, stazioni ferroviarie e luoghi sensibili. Il provvedimento, di cui è primo firmatario il leghista Eugenio Zoffili, prevede anche l'estensione dei presidi militari ai 61 capoluoghi di provincia oggi sprovvisti e l'assunzione di nuovi carabinieri.

L'annuncio e la soddisfazione del Carroccio

L'arrivo dei militari anche in provincia di Lucca viene annunciato dall'onorevole Andrea Crippa, commissario regionale della Lega Toscana, e da Elena Meini, responsabile regionale della Lega per gli enti locali. I due esponenti del Carroccio esprimono soddisfazione per un risultato che definiscono una battaglia portata avanti da tempo. Nel comunicato diffuso, Crippa e Meini attaccano il Partito Democratico, accusandolo di dire ideologicamente no alla creazione di un Cpr in Toscana e di favorire così la presenza di immigrati irregolari nelle città.

La Lega, sottolineano, è invece impegnata costantemente a salvaguardare l'incolumità dei toscani.

Sul fronte opposto, il segretario regionale del Pd Emiliano Fossi e l'assessora regionale Alessandra Nardini hanno ribadito la propria contrarietà ai Cpr, definendoli luoghi che negano diritti e dignità e hanno già dimostrato il loro fallimento. Il presidente della Regione Eugenio Giani, commentando una pronuncia del Consiglio di Stato sui centri di permanenza per i rimpatri, ha parlato di detenzione impropria che impone una radicale riforma dell'istituto.

Un dispositivo che parte dal 2008

L'operazione Strade Sicure venne avviata il 4 agosto 2008 in virtù della legge n. 125, con un contingente iniziale di 3.000 unità posto a disposizione dei prefetti per servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili, nonché di perlustrazione e pattuglia in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia. I militari impiegati operano con la qualifica di Agenti di Pubblica Sicurezza e sono dotati di idonei equipaggiamenti, con esclusione delle funzioni di polizia giudiziaria.

Nel corso degli anni il dispositivo è stato progressivamente prorogato e incrementato, passando da 7.050 unità nel 2021 a 6.000 nel 2022 e 5.000 fino al 31 dicembre dello stesso anno, prima di essere nuovamente rafforzato dal governo in carica fino agli attuali 6.000 militari presenti in 58 province.

Il Raggruppamento Emilia Romagna-Toscana dell'operazione Strade Sicure, sotto la direzione del Comando Territoriale Nord di Padova, consta di circa 500 unità distribuite nelle città di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Rimini e Ferrara in Emilia-Romagna, e nelle città di Firenze, Prato, Siena, Grosseto, Livorno e Pisa in Toscana, per un totale di 38 siti presidiati tra stazioni ferroviarie, aeroporti, luoghi di culto, monumenti storici e sedi istituzionali.

Il pressing leghista e le tensioni nella maggioranza

L'intesa in Commissione Difesa è arrivata dopo settimane di tensioni nella maggioranza sul potenziamento dell'operazione, con la Lega in pressing per aumentare il contingente e Forza Italia e Fratelli d'Italia più cauti. La risoluzione impegna il governo ad assumere iniziative per aumentare il contingente attraverso l'impiego urgente di almeno ulteriori 3.200 militari, previa copertura finanziaria e adeguamento logistico, formativo e normativo, fino all'assunzione di ulteriori unità dell'Arma dei carabinieri.

Settimane prima dell'approvazione, Matteo Salvini era tornato alla carica sul tema, citando tra i capoluoghi ancora sprovvisti del presidio militare anche Alessandria, Pavia, Trento, Belluno, Pordenone, La Spezia, Ravenna, Arezzo, Pesaro, Terni, Latina, Pescara, Campobasso, Avellino, Lecce, Matera, Siracusa e Cagliari. Secondo il vicepremier, per raggiungere l'obiettivo servirebbero risorse pari a poco più di 100 milioni di euro all'anno.

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