Von der Leyen: asset russi per l'Ucraina, ma si valuta un'alternativa
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Redazione Esteri
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La presidente della Commissione europea ha indicato nell'utilizzo diretto degli asset russi, che vengono trattenuti, la soluzione più efficace per finanziare le riparazioni in Ucraina, sebbene non sia l'unica opzione al vaglio delle istituzioni. "Diamo un prestito all'Ucraina, che l'Ucraina restituisce se la Russia paga le riparazioni", ha dichiarato Ursula von der Leyen, illustrando un meccanismo che, oltre a sostenere la difesa e l'economia del paese sotto attacco, mira a dimostrare a Mosca la determinazione a lungo termine dei partner occidentali. Questo approccio, che definisce "il modo più chiaro per far capire alla Russia che il tempo non è dalla sua parte", si affianca a una ferma condotta della strategia militare del Cremlino, la quale, come ha sottolineato la stessa von der Leyen, tenta nuovamente di usare l'inverno come un'arma per terrorizzare la popolazione.
Il piano energetico e le opzioni di finanziamento
Oltre alle dichiarazioni di principio, l'impegno comunitario si concretizza in un piano operativo per stabilizzare la rete energetica ucraina, che include l'esportazione di oltre 2 gigawatt di elettricità e la protezione delle infrastrutture critiche con nuove attrezzature anti-drone. Parallelamente, il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis ha annunciato l'erogazione di ulteriori 4,1 miliardi di euro di sostegno finanziario, l'ultima tranche di un contributo europeo che ammonta a 18,1 miliardi nell'ambito dell'iniziativa di concessione prestiti straordinari guidata dal G7. Dombrovskis ha evidenziato come il successo di questa iniziativa dimostri la capacità dell'Europa di agire con rapidità ed efficacia, mentre la Commissione continua a valutare opzioni alternative di finanziamento per il futuro.
Il fronte interno ucraino e gli sviluppi bellici
Il quadro complessivo deve però fare i conti con le tensioni interne a Kiev, dove un nuovo scandalo per corruzione, con accuse di appropriazioni indebite nel settore energetico, ha portato alle dimissioni di due ministri, quello della Giustizia e quello dell'Energia. Il presidente Zelensky, che ha annunciato sanzioni contro altre due persone coinvolte nel caso, si trova così a dover gestire una crisi di fiducia mentre sul campo, dopo settimane di battaglie, le forze russe approfittano delle avverse condizioni meteorologiche per penetrare in profondità nell'area di Pokrovsk. In quella che viene descritta come la battaglia più cruciale del fronte orientale, da cui dipendono le sorti del Donetsk e dell'intero Donbass, si trovano attualmente impegnati, secondo ammissioni ucraine, oltre trecento militari di Mosca.
Lo scenario diplomatico e la resistenza
In questo contesto, si inseriscono le voci, riportate da alcuni organi di informazione, di un tentativo di Londra di riaprire un dialogo informale con il Cremlino, un elemento che aggiunge un ulteriore livello di complessità alla situazione diplomatica. La risposta europea, come ribadito dalla von der Leyen, rimane comunque focalizzata sul continuare a rafforzare la resistenza ucraina e sul riparare i danni causati dagli attacchi, confermando un sostegno che, nonostante le sfide e le opzioni da definire, si professa incrollabile di fronte alla strategia del terrore e della distruzione.




