Istanbul sfida Erdogan: due milioni in piazza per il sindaco arrestato
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Redazione Esteri
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Quella che si è riunita ieri a Istanbul, nel quartiere asiatico di Maltepe, non era una semplice folla, ma un fiume in piena. Secondo il Partito popolare repubblicano (Chp), principale forza di opposizione, oltre due milioni di persone hanno risposto all’appello in difesa di Ekrem Imamoglu, il sindaco sospeso e incarcerato il 19 marzo con l’accusa di corruzione. Un numero che, se confermato, renderebbe la protesta una delle più imponenti dalla fondazione della Repubblica di Turchia.
Imamoglu, già privato del titolo di studio per renderlo ineleggibile, è da tempo il volto più credibile dell’opposizione a Recep Tayyip Erdogan, il presidente che negli ultimi vent’anni ha progressivamente svuotato le istituzioni democratiche. L’arresto del primo cittadino di Istanbul, però, potrebbe aver segnato un punto di non ritorno. Quella che doveva essere una mossa per neutralizzare un rivale si è trasformata in una miccia, accesa da una popolazione stanca di un potere sempre più autoritario.
Mentre la polizia sorvegliava senza intervenire, la piazza scandiva slogan contro il governo, chiedendo le dimissioni di Erdogan. Alcuni lo hanno definito un "sultano", altri un tiranno; ma ciò che emergeva chiaramente era la consapevolezza di essere parte di una resistenza che va oltre la difesa di un singolo uomo. La scelta di Maltepe, sulla sponda asiatica del Bosforo, non è casuale: è un simbolo di quell’Anatolia che un tempo sosteneva l’Akp e che oggi, invece, sembra voltare le spalle al partito al potere.
Quello che Erdogan non aveva previsto è che, privando Imamoglu della libertà, lo avrebbe trasformato in un martire. L’ondata di indignazione ha travalicato i confini della città, unendo giovani e anziani, laici e conservatori moderati, in una mobilitazione senza precedenti. Se il governo sperava di chiudere rapidamente la partita, si è scontrato con una realtà inattesa: la Turchia, nonostante anni di repressione, non ha smesso di credere nella propria voce.




