Il mondo della pelle tira la cinghia, "Aiuti subito o tagli ai posti di lavoro"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La crisi del settore della pelle è ormai evidente. Dopo la chiusura di Lineapelle Milano, dove l'industria ha mostrato la sua forza innovativa, si torna a parlare delle difficoltà che affliggono il comparto. I sindacati hanno lanciato un nuovo allarme dopo un incontro a Roma con i tecnici del ministero. La filiera della moda, in particolare quella fiorentina, è in affanno da mesi. L'export è crollato di 800 milioni, un dato che pesa su un settore che rappresenta il 9% delle imprese attive a Firenze e il 40% dell'export totale metropolitano.

Il report dell'Ufficio studi della Camera di Commercio evidenzia le difficoltà: nella prima parte del 2024, l'export fiorentino della moda si è attestato a 3,9 miliardi, contro i 4,7 miliardi di un anno fa e i 4,5 miliardi del 2019. A Prato, la situazione è altrettanto critica. Le strade del Macrolotto 1, un tempo animate dall'imprenditoria cinese, sono ora deserte. La tragedia del 2013, in cui sette operai morirono in un incendio, ha segnato una discontinuità nel distretto dell'abbigliamento.

Il sindaco di Prato, Ilaria Bugetti, ha sottolineato l'importanza di affrontare la crisi del distretto tessile, criticando la strumentalizzazione politica della situazione. La crisi del settore della pelle e della moda richiede interventi immediati per evitare ulteriori tagli ai posti di lavoro e per sostenere un comparto che rappresenta una parte significativa dell'economia italiana.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.