Storie tese tra Rune, Panichi e il team: la sconfitta che brucia a Shanghai

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Holger Rune non ha vissuto una bella giornata sul Campo Centrale del Masters 1000 di Shanghai, dove a pochi passi dalla vittoria ha perso, con un punteggio di 4-7, il tie-break che avrebbe decretato la sua qualificazione alle semifinali. Quei quattro punti consecutivi, persi dopo essere stato in vantaggio 4-3, sono stati fatali per il danese, il quale, nella parte centrale del set decisivo, è stato colpito dai crampi. Ad approfittare di una situazione così delicata ci ha pensato Valentin Vacherot, che non ha sprecato l'occasione e ha ribaltato l'incontro chiudendo con il punteggio di 2-6, 7-6(4), 6-4.

La frustrazione esplode in un insulto

La delusione per un'occasione mancata, che appariva alla portata, ha portato a una momentanea ma significativa tensione all'interno dello staff del numero 11 del mondo. Fonti vicine all'ambiente hanno riferito di un acceso battibecco, scaturito dalla frustrazione, durante il quale Rune avrebbe rivolto un pesante insulto – un "Vaff***lo" – verso il suo team, nel quale è inserito l'allenatore italiano. Episodi del genere, sebbene non frequenti, accadono quando le pressioni competitive, che sono immense per un talento così giovane, raggiungono un punto di rottura, rivelando le crepe in un rapporto di lavoro che si credeva solido.

La favola di Vacherot e l'esame con Djokovic

Mentre Rune deve fare i conti con una sconfitta amara e con dinamiche interne da ricucire, la storia del torneo è stata scritta dall'impresa del monegasco Valentin Vacherot. La sua corsa, che nessuno si aspettava, non si è ancora fermata e rappresenta una di quelle favole sportive che dimostrano come nel tennis, sport all'apparenza dominato da pochi nomi, ci sia ancora spazio per le sorprese. La sua vittoria, arrivata anche grazie al supporto del cugino in tribuna, gli ha regalato un record personale e una semifinale tutto da giocare, il cui esame – come spesso accade in questi casi – si chiama Novak Djokovic.

Le aspettative deluse di un talento

Non è esagerato affermare che Holger Rune abbia deluso le aspettative che erano riposte in lui dopo il trionfo a Parigi-Bercy nel 2022. Quasi tutti, infatti, pensavano che quell'exploit – reso ancor più memorabile dalla vittoria in finale proprio contro Djokovic – fosse soltanto l'inizio di una rapida scalata verso i vertici del circuito. Quella vittoria aveva fatto ipotizzare che potesse diventare un terzo incomodo nella rivalità tra altri due giovani campioni, ma incontri come quello di Shanghai, dove il controllo mentale e fisico vacilla, mostrano quanta strada ci sia ancora da percorrere per una stabilizzazione di rendimento a quei livelli.

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