Il borseggiatore Mika muore d'infarto a Venezia dopo l'ennesimo furto ai danni di due turisti anziani
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Redazione Interno
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Sorin Marian Postolache, 47 anni, cittadino romeno conosciuto a Venezia con il soprannome di Mika, è morto nel pomeriggio di mercoledì 26 agosto nella zona delle Zattere, a pochi passi dal Canale della Giudecca. L'uomo, da anni un volto noto alle forze dell'ordine e ai residenti per i suoi borseggi ai danni dei turisti, è stato colto da un improvviso malore mentre camminava lungo la fondamenta, davanti a Palazzo Cosulich.
I sanitari del Suem 118, giunti sul posto dopo la segnalazione di alcuni passanti, hanno tentato a lungo di rianimarlo praticando il massaggio cardiaco e utilizzando il defibrillatore, ma ogni tentativo si è rivelato inutile e per Mika non c'è stato nulla da fare. La salma è stata trasferita all'obitorio in attesa degli accertamenti del medico legale, che dovranno stabilire con certezza le cause del decesso, verosimilmente riconducibili a un arresto cardiaco.
La dinamica del furto ai Frari e il ruolo dei complici
La vicenda che ha preceduto la morte di Mika è ancora al vaglio della Polizia di Stato, che sta cercando di ricostruire con precisione la dinamica degli eventi. Secondo le prime testimonianze raccolte e quanto segnalato dalla pagina Facebook "Veneziani non distratti", un gruppo di cittadini che monitora i movimenti dei borseggiatori in città, tutto sarebbe cominciato intorno a mezzogiorno e trenta in campo dei Frari.
In quella zona, Mika avrebbe agito insieme ad alcuni complici, identificati come membri della famiglia Dragan, per derubare una coppia di turisti anziani. Approfittando di un momento di distrazione, il gruppo sarebbe riuscito a sottrarre il portafoglio dallo zaino delle vittime; all'interno della refurtiva, oltre a denaro contante e documenti, si trovavano anche alcuni farmaci salvavita di cui uno dei due anziani aveva bisogno.
Dopo aver messo a segno il colpo, i borseggiatori si sarebbero rapidamente allontanati dalla zona, dileguandosi tra le calli vicine.
Il malore fatale alle Zattere dopo mezz'ora
La scena si è spostata alle Zattere circa mezz'ora dopo il furto ai Frari, quando Mika è stato visto da alcuni residenti mentre camminava lungo la fondamenta che si affaccia sul Canale della Giudecca. Arrivato nei pressi di Palazzo Cosulich, l'uomo ha accusato un malore improvviso e si è accasciato a terra, morendo sul colpo nonostante i tentativi di rianimazione dei sanitari del 118.
La polizia sta ora svolgendo accertamenti per confermare il legame tra il decesso e il borseggio commesso poco prima, nonché per chiarire il ruolo dei complici e stabilire se la refurtiva, e in particolare i farmaci salvavita, siano stati recuperati. Al momento, non risultano elementi che colleghino direttamente il malore di Mika all'azione criminale appena compiuta.
La figura di Mika, borseggiatore storico della città lagunare
Sorin Marian Postolache, conosciuto da tutti come Mika, era una figura ben nota nell'ambiente della microcriminalità veneziana e aveva numerosi precedenti alle spalle per borseggio. Le forze dell'ordine lo avevano più volte arrestato e allontanato dalla città, ma lui era sempre tornato, continuando a operare nel centro storico e a diventare un punto di riferimento per i cittadini che, attraverso il gruppo "Veneziani non distratti", segnalavano i suoi spostamenti e i suoi colpi.
La sua morte, avvenuta in circostanze così drammatiche e a pochi minuti da un nuovo furto, ha scatenato reazioni contrastanti sui social media, dove molti utenti hanno commentato l'evento con toni aspri e sarcastici, evocando concetti come il karma e la giustizia divina.
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