Tragedia a Chio: scontro in mare tra un barcone e la guardia costiera, almeno 15 morti
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Redazione Esteri
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Un nuovo, luttuoso capitolo si è aggiunto ieri notte alle cronache delle rotte migratorie nel Mar Egeo, dove al largo dell'isola di Chio una collisione tra una motovedetta della Guardia costiera ellenica e un'imbarcazione carica di migranti ha provocato una strage. Il bilancio, ancora provvisorio mentre proseguono le operazioni di ricerca, parla di almeno quindici persone decedute e di oltre venti ferite, la maggior parte delle quali, secondo le prime informazioni, provenienti dall'Afghanistan. La dinamica dell'incidente, ricostruita dalle autorità greche, descrive una sequenza di eventi drammatici e rapidissimi.
La ricostruzione dello scontro
Secondo quanto reso noto dalla Guardia costiera, la motovedetta, impegnata in una consueta attività di pattugliamento, avvistò il motoscafo e gli rivolse i consueti segnali luminosi e acustici per invitarlo all’identificazione o all’arresto. L’imbarcazione, invece di obbedire, avrebbe invertito bruscamente la rotta, venendo a urtare con violenza il lato destro della stessa unità della guardia costiera. L’urto, particolarmente forte, causò il ribaltamento e l’immediato affondamento del precario scafo, gettando in acqua tutti i passeggeri che si trovavano a bordo, molti dei quali, come è facile immaginare, non indossavano dispositivi di sicurezza adeguati.
Le operazioni di soccorso
Immediatamente dopo il disastro, è scattata un’ampia operazione di ricerca e soccorso nelle acque dell'Egeo orientale, una zona che non è nuova a simili tragedie. Allo sforzo hanno preso parte, oltre a diverse navi pattuglia, anche un elicottero dell'aeronautica militare e un'imbarcazione privata con sommozzatori a bordo, impegnati a scandagliare il mare nella speranza di trovare superstiti o purtroppo di recuperare i corpi delle vittime ancora disperse. Le immagini delle prime ore, che mostravano la motovedetta rientrare in porto con i evidenti segni dell'impatto, hanno fatto rapidamente il gioco dei media, riaccendendo il dibattito, mai sopito, sulle politiche di controllo delle frontiere e sulle condizioni disperate in cui avvengono questi viaggi.
Il contesto e le indagini
L'incidente, che avrà sicuramente sviluppi giudiziari per accertare ogni responsabilità, si inserisce in un quadro geopolitico complesso, dove le rotte del Mediterraneo orientale rimangono tra le più attive e pericolose. La gestione dei flussi migratori, tema delicatissimo anche per l'Unione Europea, torna così alla ribalta in modo tragico, mentre le autorità greche sono chiamate a fornire risposte precise sulla dinamica dello scontro. Le indagini, come è prassi in casi del genere, dovranno chiarire ogni aspetto, comprese le manovre delle due imbarcazioni e le condizioni del mare al momento del fatto, per ricostruire con esattezza la catena degli eventi che ha portato a questa inaccettabile perdita di vite umane.




