Scandalo nel carcere di Foggia, dieci agenti arrestati per tortura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dieci agenti di polizia penitenziaria del carcere di Foggia sono stati posti agli arresti domiciliari. Le accuse sono gravi: tortura, abuso d’ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione di atti d’ufficio, danneggiamento, concussione, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. L’ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini dei carabinieri.

Dettagli delle accuse

Le accuse riguardano episodi di violenza fisica ai danni di due detenuti, uno dei quali invalido. Le botte avvenivano all'interno della cella, con schiaffi e calci anche al compagno di cella. In seguito, gli agenti avrebbero tentato di depistare le indagini con annotazioni di servizio fasulle e manipolazione delle telecamere di sicurezza.

Tentativo di depistaggio

Per cercare di far tacere una delle vittime, gli agenti avrebbero accreditato 80 euro sul suo conto corrente. Inoltre, una pagina del registro medico è stata strappata. Nonostante questi tentativi di depistaggio, il pestaggio è venuto a galla e la procura di Foggia ha ricostruito nei dettagli l'accaduto.

Reazioni alla notizia

La notizia ha suscitato reazioni di indignazione. La senatrice Avs Ilaria Cucchi, contattata da LaPresse, ha commentato: “Atti falsi, minacce e promesse di ritorsione. Passano gli anni ma la cultura e i metodi restano sempre gli stessi. E sempre ai danni dei più deboli. Ma non solo, ai danni anche della categoria a cui queste dieci persone appartengono”.

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