Influenza, parte la campagna vaccinale: le date regione per regione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Salute
-
L’influenza stagionale, dopo aver colpito con forza eccezionale nella scorsa annata, facendo registrare un picco di oltre sedici milioni di casi, si appresta a tornare, mentre i primi dati dall’emisfero australe, dove il virus ha mostrato una circolazione particolarmente vivace nei primi mesi del 2025, lasciano presupporre una stagione impegnativa. Alcuni virologi, analizzando proprio l’andamento australiano, hanno rilevato come il ceppo in circolazione abbia generato, in quelle latitudini, una sintomatologia alquanto aggressiva, il che rende ancor più cruciale la protezione offerta dalla vaccinazione.
Il via in Piemonte e a Reggio Emilia
In Piemonte, la macchina organizzativa è già in moto e le vaccinazioni avranno inizio martedì, con i medici di base che in queste ore stanno ricevendo la prima parte delle dosi destinate ai propri assistiti. Per lo stesso giorno è fissato, almeno sulla carta, anche l’avvio della campagna anti-Covid, la quale, tuttavia, deve fare i conti con un ritardo di circa sette giorni nella distribuzione dei vaccini, a causa di un disguido logistico che le autorità sanitarie stanno cercando di risolvere. Contemporaneamente, anche la provincia di Reggio Emilia dà il via libera alla somministrazione simultanea dei sieri contro l’influenza e il Covid-19, ribadendo come il vaccino costituisca lo strumento di prevenzione più efficace, in grado di scongiurare complicanze gravi specialmente tra i soggetti più vulnerabili e di alleviare così la pressione sui reparti ospedalieri.
I destinatari della vaccinazione gratuita
La somministrazione del vaccino antinfluenzale, che viene offerta senza alcun costo per una vasta platea di cittadini, è caldamente raccomandata per una serie di categorie. Rientrano in questo novero, oltre agli over 60 e alle persone di qualsiasi età affette da patologie croniche, le donne in gravidanza o nel post-partum, gli ospiti delle strutture di lungodegenza e tutto il personale sanitario. A questi si aggiungono, poi, i familiari e i contatti stretti di individui ad alto rischio, come pure coloro che lavorano in servizi pubblici essenziali: dalle forze dell’ordine ai vigili del fuoco, dal personale docente fino a quello dei trasporti pubblici. Non vengono dimenticati neppure i donatori di sangue e tutti coloro che, per professione, sono a stretto contatto con animali.
La dotazione di vaccini e i sintomi attesi
Sul territorio sono già disponibili centinaia di migliaia di dosi, che verranno distribuite fino all’inizio della prossima primavera, per coprire l’intero arco della stagione epidemica. I sintomi con cui il virus si manifesterà sono quelli consueti, sebbene possano presentarsi con un’intensità maggiore: si va dalla febbre elevata alla tosse insistente, passando per la spossatezza, le cefalee e i dolori muscolari e articolari, un corteo di disturbi che costringe all’allettamento per diversi giorni e che, in certi casi, può aprire la strada a serie complicanze, soprattutto per gli organismi più deboli.




