Crisi climatica, emergenza sanitaria: oltre 50.000 morti per il caldo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La crisi climatica è ormai un'emergenza sanitaria globale, e l'Europa è la regione che ne paga il prezzo più alto in termini di vite umane. Le ondate di calore dell'estate 2026 hanno causato oltre 50.000 decessi nel continente, secondo i dati che gli esperti hanno raccolto in collaborazione con i monitoraggi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Il riscaldamento globale, sottolineano gli esperti, non è più solo una questione ambientale: entra negli ospedali, nelle case e nei luoghi di lavoro.

Un'estate tra le più calde mai misurate

I dati del programma europeo Copernicus confermano che l'estate 2026 è stata la terza più calda mai registrata in Europa e la più calda in assoluto per l'Europa occidentale. La stagione è stata scandita da una serie di ondate di calore iniziate a fine maggio e protrattesi fino alla fine di agosto, quindi per circa tre mesi consecutivi. Hanno interessato l'Europa occidentale e gran parte dell'Europa centrale, orientale e meridionale, senza risparmiare di fatto nessuna area del continente.

Non è la prima volta che un'estate europea assume contorni così gravi. Nel 2022, per esempio, il servizio Copernicus aveva classificato la stagione come la più calda mai osservata nel continente, e l'OMS aveva attribuito alle ondate di calore almeno 15.000 morti, con l'Italia tra i paesi più colpiti. Il confronto mostra come gli episodi estremi, un tempo eccezionali, si ripresentino a intervalli sempre più ravvicinati.

La richiesta degli esperti e il rapporto sulla Toscana

A dieci anni dall'Accordo di Parigi, gli autori delle analisi parlano di risultati «inequivocabili»: i danni alla salute causati dal cambiamento climatico, affermano, «stanno aumentando più rapidamente di quanto il mondo riesca a rispondere», e in molti casi il fenomeno sta addirittura accelerando. Da qui la richiesta che il cambiamento climatico venga formalmente riconosciuto come un'emergenza sanitaria globale, ponendo la salute al centro di ogni decisione che riguardi il clima.

Sul piano locale, la sorveglianza epidemiologica della mortalità è lo strumento che permette di valutare l'impatto delle temperature estreme sulla popolazione e di orientare gli interventi di prevenzione. In Italia il Rapporto sui risultati dei sistemi di allarme per le ondate di calore, della sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso offre un quadro aggiornato dell'andamento delle temperature e degli esiti sanitari nelle città monitorate, tra cui Firenze, Prato e Livorno, e consente di leggere la situazione toscana dell'estate 2026 insieme ai dati dei Pronto Soccorso.

Il precedente delle serie storiche europee

Le analisi precedenti del Lancet Countdown sull'Europa avevano già indicato una tendenza di lungo periodo: la mortalità legata al caldo è cresciuta in media del 9% tra il 1990 e il 2022, con un aumento dell'11% nell'Europa meridionale. Per i paesi mediterranei, dunque, l'incremento è stato più marcato che altrove, a conferma di una vulnerabilità maggiore delle aree già esposte a temperature elevate.

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