Firmato il rinnovo del contratto nazionale per le telecomunicazioni
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Redazione Economia
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Un sospiro di sollievo, dopo una trattativa lunga e complessa, accompagna la firma del rinnovo del contratto nazionale di lavoro per le telecomunicazioni. Riccardo Saccone, segretario generale della Slc Cgil, definisce l'accordo "una buona notizia" per i lavoratori, i quali, durante una profonda fase di ristrutturazione del settore, avranno così strumenti concreti per difendere i propri diritti e il proprio reddito. Questo nuovo quadro contrattuale, come egli stesso sottolinea, pone inoltre un argine chiaro alla diffusione dei cosiddetti contratti pirata, una piaga particolarmente avvertita nell'ambito dei call center.
Gli incrementi economici previsti
L'intesa, siglata tra Asstel e le organizzazioni sindacali, interessa circa duecentomila addetti e prevede un incremento economico complessivo di 298 euro, calcolato al quinto livello che corrisponde al nuovo Livello C1. L'erogazione di questo aumento avverrà in modo scaglionato nel tempo, secondo un calendario preciso che si protrae fino al 2028: una prima tranche da 100 euro sarà riconosciuta a partire dal primo gennaio 2026, seguita da un aumento di 50 euro dal primo dicembre dello stesso anno. Ulteriori 50 euro si aggiungeranno poi dalla successiva estate, per la precisione dal primo luglio 2027, mentre la quota residuale di 98 euro sarà corrisposta a decorrere dal primo dicembre 2028.
Un accordo per la trasformazione del settore
Per Asstel, l'associazione di categoria che in seno a Confindustria rappresenta la filiera, il rinnovo non costituisce un mero aggiornamento economico. L'accordo viene piuttosto interpretato come un vero e proprio "contratto di trasformazione e di innovazione", un passo decisivo – come si legge in una nota – per l'evoluzione dell'intero ecosistema italiano delle Tlc. L'obiettivo dichiarato è quello di accompagnare la transizione digitale del Paese, rafforzando al contempo la competitività del settore con una prospettiva di lungo periodo, che guarda appunto al 2028.
La responsabilità dell'industria
In un contesto economico che permane complesso e in assenza di un quadro di politica industriale definito, la firma di questo contratto testimonia, secondo l'associazione, il senso di responsabilità dell'industria delle telecomunicazioni. La scelta di procedere con il rinnovo, valorizzando il contributo delle persone e la sostenibilità del settore, segna quindi un traguardo importante. Un risultato che, al di là delle cifre, mira a dare stabilità a una filiera strategica, mentre questa naviga attraverso cambiamenti tecnologici epocali.
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