Torino-Milan 1-2, Cissé e Rabiot firmano il primo successo di Amorim: Adams accorcia nel finale
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Redazione Sport
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La prima uscita ufficiale del Milan targato Ruben Amorim porta subito la firma di una vittoria esterna che vale doppio, considerando le insidie che lo Stadio Olimpico Grande Torino riserva sempre agli avversari di turno. Alla vigilia si respirava aria di attesa, quella che accompagna ogni nuova gestione tecnica; al fischio finale, invece, i rossoneri possono sorridere per i tre punti conquistati al termine di una partita che ha viaggiato su due binari paralleli, con un primo tempo equilibrato e una ripresa esplosiva.
A decidere le sorti dell'incontro, come spesso accade in queste occasioni, sono stati due episodi concentrati in un arco di tempo talmente breve da trasformare il vantaggio in un colpo quasi definitivo, prima che il guizzo di Che Adams restituisse un minimo di suspence a un finale che pareva ormai scritto. La squadra di Ignazio Abate, dal canto suo, deve recriminare per quei minuti di black-out che le sono costati la partita, ma può trovare conforto in una prestazione che, al netto del risultato, non è affatto passata inosservata per intensità e personalità.
Il black-out che cambia la partita: Cissé e Rabiot decisivi in due minuti
Il match si trascina verso la mezz'ora del secondo tempo su un sostanziale equilibrio, con il Milan che aveva provato a fare la partita senza però riuscire a sfondare la ben organizzata retroguardia granata. E poi, come spesso accade in Serie A, il momento decisivo arriva quando meno te lo aspetti: al settantunesimo minuto, il neo acquisto rossonero Cissé raccoglie un suggerimento in area e con un tocco secco e preciso non lascia scampo al portiere del Torino, siglando il gol dell'esordio con la maglia del Milan e sbloccando una partita che sembrava destinata a scivolare verso lo 0-0.
L'euforia per il vantaggio non si è ancora spenta tra i tifosi rossoneri che, appena due minuti più tardi, Rabiot trasforma in tripudio con un inserimento che ha del capolavoro tattico: il francese, scattato sul filo del fuorigioco, si ritrova a tu per tu con il portiere e non sbaglia, raddoppiando il vantaggio per il Milan e mettendo di fatto la partita in cassaforte. Un uno-due micidiale, una doccia gelata per il Torino che fino a quel momento aveva retto bene l'urto e che si è vista scivolare via in centoventi secondi tutto il lavoro di settanta minuti.
Il finale granata e l'acrobazia di Adams che non basta a rianimare il Torino
Quando sembrava che il match potesse chiudersi senza ulteriori scossoni, il Torino ha trovato la forza per reagire e per accorciare le distanze con un gol che porta la firma di Che Adams, una vera e propria perla che vale il momentaneo 1-2. Il numero nove granata, in pieno recupero, ha sfruttato un pallone che vagava in area di rigore e con una splendida conclusione al volo, un gesto tecnico di rara bellezza, ha battuto il portiere del Milan accendendo un fuoco di speranza che però si è spento quasi subito, complice il poco tempo rimasto per provare a rimettere in piedi il risultato.
L'Olimpico ha comunque tributato un applauso ai propri beniamini, che nel finale hanno caricato il Milan nella propria metacampo, costringendo i rossoneri a difendersi con le unghie e con i denti per portare a casa il risultato. La rete di Adams, per quanto non abbia permesso di evitare la sconfitta, ha restituito dignità a un Torino che, al di là del punteggio, ha mostrato spirito e determinazione, elementi sui quali l'allenatore Ignazio Abate potrà certamente costruire il proprio progetto di gioco in questo avvio di stagione.
Amorim sorride al debutto, Abate cerca risposte dopo il ko interno
Per Ruben Amorim, il debutto sulla panchina del Milan non poteva regalare sensazioni migliori: vincere alla prima in un campionato ostico come quello italiano, per giunta in trasferta contro un avversario tradizionalmente difficile da affrontare come il Torino, rappresenta un biglietto da visita importante per il nuovo corso rossonero. Il tecnico portoghese ha visto la sua squadra soffrire in alcune fasi del gioco, ma ha anche potuto apprezzare la concretezza e l'efficacia in zona gol, qualità che spesso fanno la differenza in una stagione lunga e ricca di insidie.
Il Milan, per larghi tratti, ha dimostrato di avere le idee chiare, muovendo il pallone con pazienza e aspettando il momento giusto per colpire, senza farsi prendere dalla frenesia. Sul fronte opposto, il Torino di Ignazio Abate esce dal match con l'amaro in bocca, ma anche con la consapevolezza di aver tenuto testa a una delle candidate al vertice, mostrando una buona organizzazione di gioco e una reazione d'orgoglio nel finale che lascia ben sperare per il prosieguo del campionato.
Il ko all'esordio, seppur doloroso per i granata, non deve essere interpretato come un fallimento, bensì come un passo di un percorso che richiede tempo e pazienza, soprattutto in ottica di completamento della rosa con gli innesti che potrebbero arrivare nelle ultime settimane di mercato.
Analisi tattica e indicazioni per il futuro: le pagelle di Torino-Milan
Osservando le dinamiche dell'incontro, è inevitabile soffermarsi sulle valutazioni individuali che emergono da un match come questo, dove gli episodi hanno finito per pesare più della supremazia territoriale. Le pagelle della stampa specializzata sottolineano l'errore di Aboukhlal, un episodio che ha cambiato il volto della partita e che ha permesso al Milan di prendere il largo in quella fase delicata della ripresa.
D'altro canto, l'ingresso di Njie ha dato una scossa ai granata, modificando l'inerzia del gioco e contribuendo a quel finale vibrante che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso fino all'ultimo secondo. La differenza, alla fine, l'hanno fatta i due gol in rapida successione: una superiorità numerica in zona gol che il Milan ha saputo sfruttare con cinismo e con la qualità dei suoi nuovi interpreti.
Per il Torino, il compito ora è quello di archiviare in fretta la delusione, capitalizzando i segnali positivi emersi sul piano del gioco e dell'atteggiamento, per presentarsi al prossimo appuntamento con la giusta cattiveria agonistica e la voglia di riscattare un debutto che, tutto sommato, ha offerto più spunti di quanti ne faccia presagire il risultato finale di 1-2.
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