Il Milan di Amorim parte con il piede giusto: Cissé e Rabiot stendono il Torino 2-1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'avventura di Ruben Amorim sulla panchina del Milan comincia nel migliore dei modi. I rossoneri, ospiti del Torino per la prima giornata del campionato 2026-27, si impongono per 2-1 in una partita che, dopo un primo tempo equilibrato e senza reti, si è sbloccata nella ripresa grazie a due guizzi decisivi.

A decidere le sorti del match, una vittoria che assume un sapore particolare se si considera che sulla panchina avversaria siede Ignazio Abate, ex difensore del Milan e allenatore che nella scorsa stagione aveva guidato la Juve Stabia fino alla semifinale playoff di Serie B, prima di passare alla guida dei granata a partire dal luglio 2026.

Una prima frazione a senso unico

Il Torino si presenta all'Olimpico Grande Torino con una formazione che, nonostante l'assenza di Zapata, cerca di esprimere il proprio gioco, ma è il Milan a dettare i ritmi dell'incontro sin dai primi minuti. I rossoneri, schierati da Amorim con un 3-4-2-1, mantengono il pallino del gioco con una percentuale di possesso che tocca punte del 78% nella prima mezz'ora.

A fare la differenza in fase offensiva è Samuel Chukwueze, che sulla destra si rende imprendibile per la retroguardia granata, creando costantemente superiorità numerica e sfiorando il gol al 29' con un sinistro che impegna il giovane portiere avversario Diego Mascardi. Il Torino, schierato da Abate con un 3-4-2-1, cerca di rispondere con le ripartenze di Pedersen e la fisicità di Simeone, ma il reparto arretrato rossonero, composto da Gila, De Winter e Pavlovic, si dimostra solido e attento.

A mancare, tuttavia, è la lucidità nell'ultimo passaggio per i rossoneri: Gonçalo Ramos, pur lavorando molto per la squadra e creando spazi, non riceve palloni giocabili, mentre il giovane Alphadjo Cissé si fa notare più per la vivacità e la capacità di saltare l'uomo che per l'efficacia nei cross, con un paio di scelte affrettate che spengono alcune ripartenze promettenti.

L'ingresso di Rabiot cambia la partita

La svolta arriva a metà del secondo tempo, quando Amorim, probabilmente insoddisfatto della prestazione di Loftus-Cheek e Jashari, decide di gettare nella mischia Luka Modric e Adrien Rabiot, poco dopo il 56'. L'impatto del francese sulla partita è devastante: Rabiot, che per i suoi trascorsi al Marsiglia ha già dimostrato di saper ricoprire con grande qualità il ruolo di trequartista, si inserisce perfettamente negli spazi.

All'64', è proprio lui a confezionare l'assist per il gol del vantaggio, un filtrante preciso per Cissé che, con un controllo orientato e un destro di controbalzo sul palo lontano, batte Mascardi e realizza la rete che sblocca il match. Il gioiellino di 19 anni, originario di Treviso, corona così una prestazione di grande personalità, realizzando al suo debutto in Serie A una rete che difficilmente dimenticherà, e dichiarando a fine partita: "Non avrei mai pensato di poter segnare al mio debutto con il Milan".

Appena due minuti dopo, Rabiot si trasforma da assistman a goleador: Chukwueze, con un traversone teso dalla destra, trova il francese che, con un inserimento puntuale sul secondo palo, deposita la palla in rete per il 2-0. In soli tre minuti, il Milan trasforma il controllo del gioco in un vantaggio che sembra destinato a chiudere la partita.

La reazione del Torino nel finale

Il doppio colpo subito potrebbe mettere ko qualsiasi squadra, ma il Torino di Abate non demorde e, anzi, trova la forza di reagire. L'allenatore granata effettua una serie di cambi offensivi, inserendo Njie, Che Adams e Fortini, che danno nuova linfa alla manovra. Il forcing del Torino diventa insistente, e la squadra di casa sfiora il gol in più occasioni: Njie colpisce un palo al 74' dopo un'azione personale, mentre Comuzzo, solo davanti a Maignan, conclude alto.

Nel frattempo, il Milan si difende con ordine e cerca di gestire il risultato, ma l'arbitro concede 5 minuti di recupero, durante i quali il Torino accorcia le distanze. A firmare il gol è proprio Che Adams, entrato da pochi minuti, che con una splendida sforbiciata al volo batte Maignan per il definitivo 2-1.

Il gol di Adams arriva a pochi secondi dal triplice fischio, regalando un finale di partita al cardiopalma ma non sufficiente per permettere ai granata di agguantare un pareggio che sarebbe stato comunque meritato per l'orgoglio mostrato nella parte finale dell'incontro.

Un inizio promettente per il Milan di Amorim

Per il Milan, la vittoria dell'Olimpico è molto più di un semplice successo: è una prima risposta positiva a un'estate di grandi cambiamenti e di rivoluzione tattica. Ruben Amorim, diventando il primo allenatore straniero dal 2009 a vincere la sua partita d'esordio in Serie A sulla panchina del Milan, può essere soddisfatto della prova dei suoi.

La squadra ha mostrato di aver già assorbito i principi di gioco del tecnico portoghese, gestendo il possesso palla e imprimendo un ritmo alto alla partita, anche se il primo tempo ha evidenziato la difficoltà nel trasformare il dominio in occasioni da gol. Il merito di Amorim è stato quello di leggere la partita e di operare i cambi giusti al momento giusto: l'ingresso di Rabiot e Modric ha alzato il tasso tecnico e qualitativo della squadra.

Per quanto riguarda i singoli, oltre ai già citati Cissé e Rabiot, da segnalare la prova di personalità di Chukwueze, che ha giocato una partita di altissimo livello, e il lavoro sporco di Ramos, che pur senza segnare ha sacrificato la sua vena offensiva per il bene del collettivo.

Per il Torino, invece, la sconfitta lascia l'amaro in bocca per un'occasione sprecata, ma la reazione finale, la prestazione di Njie e il gol di Adams offrono segnali positivi su cui costruire il progetto di Abate, che dovrà lavorare per rendere la squadra più continua e pericolosa per tutti i 90 minuti.

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