Blitz contro il clan Amato-Pagano, 53 arresti e il ruolo delle donne nella camorra

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Denaro facile esibito come trofeo sui social network come TikTok e Instagram, il lusso usato come esca per attirare i ragazzini, addestrati a fare le estorsioni da una camorra che ha sposato così bene la causa delle pari opportunità che adesso comandano le donne. Al di là dell’aspetto più strettamente giudiziario, l’inchiesta condotta dalla Dia e coordinata dalla Dda di Napoli che ha portato al blitz contro il clan di camorra Amato-Pagano disvela il volto più pericoloso della nuova Gomorra, accusato di estorsione, detenzione di armi, riciclaggio, reimpiego dei proventi criminali e trasferimento fraudolento di valori, oltre ai reati connessi al narcotraffico, principale fonte di reddito del clan grazie agli agganci in Spagna e a Dubai.

"Mò babbo ti porta a fare l’estorsione". È l’inquietante frase detta alla figlia piccola dal padre malvivente, arrestato oggi nel maxi blitz anticamorra di Napoli. Frasi crude e spietate, come questa detta da un camorrista 33enne alla figlia, che facevano parte di una mentalità molto dura con cui i minorenni venivano addestrati a commettere le estorsioni. È quanto emerge dalle indagini della Direzione investigativa antimafia di Napoli che questa mattina hanno portato all’arresto di 53 persone affiliate al clan Amato-Pagano: 43 in carcere e 10 ai domiciliari.

L'uso sistematico e costante di TikTok e di Instagram da parte della camorra per pubblicizzare le proprie attività agli occhi dei giovani, come un'azienda. È quanto emerge da un'indagine della Direzione Investigativa Antimafia che ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip di Napoli, nei confronti di 53 persone, indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione di armi e ritenute affiliate al clan camorristico Amato-Pagano. Il ruolo delle donne e i giovani irretiti con TikTok e Instagram, la camorra degli Scissionisti “social” ma a trazione familiare. Nel clan degli Scissionisti, chiamati così perché nati decenni fa da una rivolta interna ai Di Lauro, il potere si tramanda da donna in donna, da madre in figlia. È uno dei particolari emersi dall’ordinanza di custodia cautelare notificata all’alba per 53 persone – 43 in carcere, 10 ai domiciliari, 56 in tutto gli indagati – accusate di far parte della cosca degli Amato-Pagano, che da venti anni taglieggia l’economia di Melito, Mugnano e dei quartieri napoletani di Scampia e Secondigliano

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