La Nasa diffonde le immagini dell'arrivo dei nuovi astronauti sulla Iss, tornata a pieno regime dopo la prima evacuazione medica in 65 anni
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La Stazione Spaziale Internazionale ha ripreso a operare con il suo organico completo. Lo ha fatto a seguito dell’attracco, avvenuto nella giornata di sabato 14 febbraio, della capsula Dragon dell’azienda di Elon Musk, SpaceX, che ha trasportato in orbita i quattro membri dell’equipaggio noto come Crew-12. Partiti nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, ora locale, dal Kennedy Space Center, situato a Cape Canaveral in Florida, a bordo di un razzo Falcon 9 — il cui lancio aveva trasformato l'oscurità pre-dawn in un bagliore artificiale per alcuni minuti — gli astronauti hanno impiegato circa 34 ore per completare il viaggio e agganciarsi al modulo Harmony del laboratorio orbitante -1-4-8.
A varcare il portellone e a essere accolti dai tre membri dell'Expedition 74 già presenti a bordo sono stati la statunitense Jessica Meir, che per l'occasione ha rivestito il ruolo di comandante della missione, il connazionale Jack Hathaway, il francese Sophie Adenot e il cosmonauta russo Andrey Fedyaev -2. Si tratta, per Meir e Fedyaev, della loro seconda esperienza in orbita, mentre per Hathaway e Adenot — entrambi con un passato da piloti collaudatori alle spalle — questo rappresenta il battesimo dello spazio. L'arrivo di questi quattro specialisti, le cui immagini diffuse dalla Nasa mostrano mentre fluttuano all'interno dei moduli per ricongiungersi con i colleghi, riporta così la presenza umana sul avamposto orbitale ai suoi livelli standard.
Il ripristino della capienza massima della stazione assume un rilievo particolare se si considera la dinamica che ha portato alla partenza anticipata del precedente equipaggio. A dover lasciare la Iss, circa un mese fa, era stato infatti il gruppo della missione Crew-11, rientrato sulla Terra con un significativo anticipo rispetto ai piani originali a causa di quella che gli esperti hanno definito come una “evacuazione medica” -3-4. Un evento, questo, che non aveva mai avuto luogo nei 65 anni di storia dei voli spaziali con equipaggio umano della Nasa e che, seppur senza mai entrare nel dettaglio della natura del problema sanitario che ha colpito uno dei membri, ha costretto l'agenzia spaziale a rivedere i propri piani di rotazione. L'assenza di un periodo di transizione e di passaggio di consegne, pratica comune durante i normali cambi di equipaggio per garantire la continuità delle attività di ricerca e manutenzione, ha reso quindi ancora più critico e necessario l'arrivo dei nuovi arrivati.
Scienza e sperimentazione a bordo del laboratorio orbitante
L'obiettivo principale per Meir, Hathaway, Adenot e Fedyaev, una volta sistemati, sarà quello di portare avanti un programma di ricerca della durata di circa otto mesi. Gli esperimenti scientifici pianificati spaziano dalla biologia alla tecnologia, con un occhio di riguardo per le future missioni di esplorazione profonda, come quelle lunari del programma Artemis e, in prospettiva, quelle marziane -2. Tra le attività previste, ad esempio, ci sarà lo studio di batteri responsabili della polmonite, una ricerca che potrebbe portare a miglioramenti nei trattamenti cardiovascolari anche sulla Terra, e la sperimentazione di tecnologie per la generazione di fluidi endovenosi in microgravità, una necessità cruciale per affrontare eventuali emergenze mediche durante i lunghi viaggi spaziali.
Gli esperimenti, come si legge nei comunicati diffusi dalla Nasa nei giorni scorsi, includeranno anche il monitoraggio automatizzato della salute delle piante e lo studio delle interazioni tra queste e i microbi fissatori di azoto -5-10. L'obiettivo, in questo caso, è migliorare i sistemi di produzione alimentare in ambienti chiusi e ostili come quelli spaziali, un'altra delle tessere fondamentali per rendere autonome e sostenibili le basi che verranno allestite sulla Luna o su Marte. La presenza del cosmonauta Fedyaev, peraltro, garantisce la continuità della collaborazione internazionale a bordo della Iss, un programma che, nonostante le tensioni geopolitiche, procede senza intoppi operativi. I quattro, che hanno già iniziato a familiarizzare con la vita in assenza di gravità, subentrano quindi in un momento delicato per la stazione, la cui operatività non era mai stata messa alla prova in questo modo da un rientro forzato.




