Fairford, Burnham parla di “forti indizi” sul ruolo dell’Iran
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Redazione Esteri
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Il primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che esistono “forti indizi” di un coinvolgimento dell’Iran nell’incidente avvenuto nei pressi della base aerea della Raf di Fairford, nel Gloucestershire, dove domenica mattina cinque uomini sono stati arrestati con l’accusa di reati legati a esplosivi e di pianificazione di un atto terroristico.
In un’intervista alla Bbc, Burnham ha spiegato che le autorità britanniche “ritengono che l’Iran abbia avuto un ruolo” in quanto accaduto nel fine settimana, precisando tuttavia che l’indagine della polizia resta “in corso, complessa e seria”.
La dinamica degli arresti e il rilascio su cauzione
I cinque fermati, tutti cittadini britannici originari di Londra e di età compresa tra i 23 e i 25 anni, erano stati bloccati nella notte tra sabato e domenica dopo la segnalazione di un agricoltore locale, che aveva visto tre furgoni bianchi bloccare una strada di campagna vicino alla base e un gruppo di uomini incappucciati correre verso i campi. Secondo quanto ricostruito, uno dei sospettati avrebbe egli stesso contattato le autorità prima dell’arresto.
La polizia ha poi precisato di aver trovato benzina nei veicoli, ma nessun ordigno esplosivo operativo. Lunedì i cinque sono stati rilasciati su cauzione con l’obbligo di severe restrizioni sui movimenti e sui contatti; il capo della polizia antiterrorismo Laurence Taylor ha chiarito che il provvedimento “non significa che l’inchiesta sia chiusa”.
Il quadro della base e le minacce dei Guardiani della Rivoluzione
La base di Raf Fairford, aperta nel 1944 e utilizzata dalle forze alleate durante lo sbarco in Normandia, ospita il 501st Combat Support Wing dell’aeronautica statunitense ed è uno dei pochi aeroporti europei attrezzati per i bombardieri pesanti. Da marzo 2026, su autorizzazione dell’allora premier Keir Starmer, viene impiegata dalle forze armate statunitensi per operazioni contro l’Iran.
A luglio, i Guardiani della Rivoluzione iraniani avevano dichiarato di considerare “obiettivo legittimo” qualsiasi base usata per aggressioni contro il territorio iraniano, un avvertimento che aveva portato a un rafforzamento delle misure di sicurezza nell’area.
Le reazioni statunitensi e la posizione di Teheran
Il presidente statunitense Donald Trump aveva dichiarato già domenica che i sospettati intendevano causare “gravi danni” alla base, sostenendo che erano oggetto di un’indagine congiunta anglo-americana da tempo. Il segretario di Stato Marco Rubio aveva parlato di “un attore straniero” coinvolto, senza fornire dettagli. L’ambasciata iraniana a Londra ha respinto “categoricamente” ogni collegamento, definendo le speculazioni “infondate e malevole” e sostenendo che servono ad alimentare la “propaganda iranofoba” nel Regno Unito.
Il ministro della Difesa britannico Wes Streeting, intervenuto prima delle dichiarazioni di Burnham, aveva invitato alla prudenza, definendo “irresponsabile” speculare mentre l’inchiesta è in corso.
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