Base RAF Fairford, Burnham indica l’Iran: gli Usa studiano la risposta

Base RAF Fairford, Burnham indica l’Iran: gli Usa studiano la risposta
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il governo britannico ritiene che esistano «forti indicazioni» di un possibile ruolo dell’Iran nel caso della base RAF Fairford, dove cinque cittadini britannici sono stati arrestati nell’ambito di un’indagine per terrorismo. A indicare pubblicamente la pista iraniana è stato il primo ministro Andy Burnham, intervenuto dopo il congresso laburista di Liverpool. L’inchiesta riguarda quanto accaduto nei pressi dell’installazione militare nel sud dell’Inghilterra, utilizzata anche dalle forze statunitensi e dai bombardieri americani impegnati nelle operazioni contro Teheran.

Cosa è successo vicino alla base militare britannica

I sospettati, tutti uomini sulla ventina provenienti da Londra, sono stati fermati domenica dopo che la polizia aveva ricevuto segnalazioni relative a tre furgoni che si muovevano nelle vicinanze dell’installazione. Gli arresti sono stati effettuati inizialmente per presunti reati legati agli esplosivi e successivamente anche per il sospetto di preparazione di un atto terroristico. Nei veicoli gli investigatori hanno trovato benzina, considerata un accelerante, ma non esplosivi. L’intervento ha provocato una vasta operazione di sicurezza nella zona e l’evacuazione temporanea degli abitanti di 85 abitazioni.

Gli uomini sono stati successivamente rilasciati su cauzione mentre proseguono gli accertamenti. La decisione ha suscitato reazioni negli Stati Uniti, ma le autorità britanniche hanno precisato che i sospettati sono sottoposti a rigide condizioni relative agli spostamenti e ai contatti con altre persone. La polizia antiterrorismo sta seguendo diverse linee investigative e deve ancora ricostruire con precisione le circostanze dell’episodio. Il capo del governo non ha illustrato pubblicamente gli elementi sui quali si basa il collegamento con Teheran, richiamando la necessità di non interferire con un’indagine ancora in corso.

Perché RAF Fairford è diventata un obiettivo sensibile

La posizione dell’aeroporto militare conferisce al caso una dimensione che supera i confini britannici. RAF Fairford, situata a ovest di Londra, ospita attività dell’aviazione statunitense ed è stata impiegata negli ultimi mesi per operazioni americane contro obiettivi iraniani. Il Regno Unito aveva autorizzato Washington a utilizzare basi britanniche per attacchi definiti «difensivi» contro siti missilistici di Teheran. Nel luglio scorso le Guardie rivoluzionarie iraniane avevano avvertito che le installazioni utilizzate per lanciare attacchi contro il territorio iraniano sarebbero state considerate obiettivi legittimi.

L’ipotesi di un coinvolgimento straniero era entrata nell’indagine prima delle dichiarazioni del premier. Gli investigatori stavano verificando anche la possibilità che nell’episodio fossero coinvolte persone capaci di agire, consapevolmente o inconsapevolmente, per conto di uno Stato estero. La cooperazione tra le autorità di Londra e Washington è diventata uno degli elementi centrali degli accertamenti: funzionari dei due Paesi stanno lavorando insieme per stabilire perché gli uomini e i mezzi si trovassero vicino al perimetro dell’aeroporto e quale fosse il loro eventuale obiettivo.

Trump valuta una risposta americana contro Teheran

La vicenda ha assunto un peso ancora maggiore dopo l’intervento di Donald Trump. Il presidente statunitense ha dichiarato nello Studio Ovale che Washington sta esaminando una possibile risposta all’Iran in relazione al presunto piano contro l’aeroporto britannico, spiegando che la questione viene analizzata «a fondo». Nei giorni precedenti aveva sostenuto che i sospettati intendessero provocare «gravi danni» e che fossero sotto osservazione da tempo, attribuendo l’esito dell’operazione alla collaborazione tra apparati americani e britannici.

Anche il segretario di Stato Marco Rubio aveva espresso preoccupazione per la liberazione su cauzione degli arrestati, definendo l’episodio molto serio e parlando del coinvolgimento di un attore straniero senza indicarlo inizialmente per nome. Da Londra è arrivata la rassicurazione sulla gestione del caso da parte dei servizi di sicurezza e della polizia antiterrorismo. Teheran, dal canto suo, ha negato di essere coinvolta nell’episodio, mentre gli investigatori britannici non hanno reso pubbliche prove che consentano di ricostruire il presunto collegamento operativo tra gli arrestati e lo Stato iraniano.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.