Idrogeno verde, inaugurato a Trecate l’impianto che guarda al futuro della raffineria
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Redazione Economia
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Un elettrolizzatore da 4 megawatt, alimentato da energia solare prodotta da due impianti fotovoltaici che si estendono su una superficie di circa 80 mila metri quadrati, è il cuore pulsante del nuovo progetto per la produzione di idrogeno verde che è stato inaugurato ieri alla raffineria Sarpom di San Martino di Trecate, nel Novarese.
L’impianto, che rientra nel più ampio programma per la realizzazione della Hydrogen Valley del Nord-Ovest, rappresenta per il gruppo IP – Italiana Petroli, di recente acquisito dalla major energetica azera SOCAR, un tassello decisivo nella strategia di transizione verso un modello industriale a minore impatto ambientale.
La cerimonia di avvio delle operazioni ha visto la partecipazione di diverse autorità, a testimonianza dell’importanza strategica attribuita al progetto a livello locale e nazionale.
Un videomessaggio del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha aperto l’evento, al quale hanno preso parte l’Assessore regionale all’Ambiente, all’Energia e all’Innovazione, Matteo Marnati, il Sindaco di Trecate, Raffaele Sacco, e i rappresentanti del Ministero, tra cui la Direttrice Generale Stefania Crotta e il Capo Dipartimento Unità di Missione PNRR Fabrizio Penna.
Un investimento sostenuto dal Pnrr e dalla Regione Piemonte
Per la realizzazione di questa infrastruttura è stato necessario un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro, una cifra importante che è stata sostenuta in larga parte da fondi pubblici europei. Ben 16,8 milioni di euro, infatti, provengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ottenuti tramite il bando "Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse", gestito congiuntamente dal MASE e dalla Regione Piemonte.
Un ulteriore contributo di 4 milioni, derivante da un secondo bando dedicato alla sperimentazione dell'idrogeno per il trasporto stradale, ha permesso di estendere l’ambito di intervento anche al settore della mobilità.
Decarbonizzare la raffineria e alimentare la mobilità pesante
La duplice funzione dell’impianto è ciò che ne definisce il carattere innovativo e lo rende un unicum nel panorama nazionale. Da un lato, l’idrogeno verde prodotto, che a regime si stima possa arrivare a 170 tonnellate all'anno (con una capacità potenziale che potrebbe toccare le 600 tonnellate), andrà a sostituire l’idrogeno di origine fossile, il cosiddetto "grigio", finora utilizzato nei processi di lavorazione della raffineria, contribuendo così a ridurre in maniera sostanziale le emissioni dirette del sito.
Dall’altro, una quota di questa produzione sarà destinata ad alimentare i primi hub per la mobilità sostenibile, in particolare per il trasporto pesante su strada, in un'area, quella del Nord-Ovest, attraversata da importanti corridoi europei. Le due stazioni di servizio già individuate per la sperimentazione sono quelle di Casale Monferrato, in Piemonte, e di Arluno, in Lombardia, attualmente in fase di conversione per diventare punti di rifornimento a idrogeno.
Le parole dei protagonisti per un’infrastruttura strategica
Il valore strategico dell’operazione è stato sottolineato dai vertici aziendali e dal rappresentante della nuova proprietà azera. Levan Davitashvili, amministratore delegato di Italiana Petroli e rappresentante di SOCAR in Italia, ha definito l’impianto di Trecate "uno degli esempi più chiari del valore di Ip", una conferma concreta dell'impegno del gruppo per l'alta qualità dei processi energetici in Italia, sottolineando come l’integrazione di diverse forme di energia sia una scelta consapevole per un'azienda resiliente.
Sulla stessa linea, Giuseppe Buonerba, direttore della raffineria, ha parlato di un "giorno speciale" per Sarpom, evidenziando come questa infrastruttura rappresenti il percorso di evoluzione industriale che l'azienda intende seguire, mettendo a frutto decenni di esperienza per affrontare le sfide della transizione energetica.




