Intesa Sanpaolo, il caso Coviello e la sicurezza dei dati bancari
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Redazione Interno
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Vincenzo Coviello, ex dipendente di Intesa Sanpaolo, è al centro di un'inchiesta della Procura di Bari per accesso abusivo ai sistemi informatici e tentato procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato. Coviello, 52 anni, originario di Bitonto, avrebbe spiato non solo i conti correnti di politici, ministri, magistrati e personaggi famosi, ma anche i movimenti delle carte di credito. Tra le vittime illustri figurano Giorgia Meloni, la sorella, i ministri Crosetto e Santanché, il presidente del Senato e numerosi altri esponenti di rilievo.
Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, Coviello sarebbe riuscito a curiosare anche sui conti di altre banche, oltre a quelli di Intesa Sanpaolo. La sua attività illecita si sarebbe protratta per due anni, dal 21 febbraio 2022 al 24 aprile 2024, durante i quali avrebbe spiato i conti correnti di 3.572 persone. La vicenda ha sollevato numerosi interrogativi sulla protezione dei dati dei correntisti e sulla sicurezza dei sistemi informatici bancari.
Intesa Sanpaolo, il gruppo creditizio capeggiato dall'amministratore delegato Carlo Messina, è ora sotto i riflettori per le falle nella sicurezza che hanno permesso a Coviello di accedere ai dati sensibili dei clienti. La banca ha già avviato un'azione interna per rafforzare i controlli e prevenire futuri abusi, nominando un nuovo Chief Security Officer e collaborando con le autorità competenti per fare luce sulla vicenda.
L'inchiesta di Bari ha acceso un faro sulla necessità di rivedere le regole di accesso ai dati bancari e di implementare misure più rigorose per garantire la sicurezza dei correntisti.




