Air India, il disastro del Boeing 787 Dreamliner: i motori si bloccano dopo il decollo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Che cosa ha portato alla tragedia del volo Air India diretto a Londra Gatwick, precipitato pochi minuti dopo il decollo il 12 giugno scorso? Le indagini, ancora in corso, si stanno concentrando su un’ipotesi che, se confermata, rappresenterebbe un evento estremamente raro: il blocco simultaneo di entrambi i motori del Boeing 787-8 Dreamliner. I propulsori GEnx, secondo i primi riscontri, avrebbero smesso di funzionare «quasi contemporaneamente», lasciando l’aereo senza potenza in una fase critica del volo, quando ormai non era più possibile abortire il decollo.

Il disastro, che ha causato la morte di oltre 270 persone tra passeggeri, equipaggio e vittime a terra, ha scatenato un’ondata di controlli e cancellazioni. Air India ha sospeso almeno sei voli internazionali operati con lo stesso modello di aereo, tra cui le rotte Delhi-Dubai, Delhi-Parigi e Ahmedabad-Londra. Se da un lato le autorità indiane hanno intensificato le verifiche tecniche, dall’altro la decisione potrebbe essere legata anche alle tensioni geopolitiche, come la chiusura dello spazio aereo pakistano ai velivoli indiani.

Le scatole nere, recuperate tra i rottami, potrebbero fornire risposte decisive. Gli investigatori stanno esaminando i dati per capire se il guasto ai motori sia stato causato da un errore umano, da un malfunzionamento tecnico o da fattori esterni, come l’ingestione di detriti durante la fase di rullaggio. La turbina Rat, un sistema di emergenza che fornisce energia ausiliaria in caso di avaria, sembra essersi attivata, ma senza poter evitare l’esito catastrofico.

Intanto, crescono le domande sulla manutenzione dei velivoli e sulla formazione degli equipaggi. Alcuni rapporti suggeriscono che i piloti del volo coinvolto fossero esperti, ma non è ancora chiaro se abbiano tentato procedure standard o soluzioni alternative prima dell’impatto. L’attenzione resta alta, mentre l’industria aeronautica osserva con apprensione gli sviluppi di un caso che potrebbe riaccendere il dibattito sulla sicurezza dei propulsori GEnx, già al centro di controlli in passato.

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