Prato, aggressione col machete in via Filzi: 42enne cinese in carcere per tentato omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un regolamento di conti consumato in pieno giorno, davanti a un ristorante affollato, nel cuore del quartiere cinese di Prato. È lo scenario ricostruito dalla Procura e dai carabinieri dopo l'aggressione avvenuta il 28 settembre 2026, intorno alle 15:30, all'ingresso del locale "Food Center" di via Filzi.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale pratese ha convalidato la custodia cautelare in carcere nei confronti di un 42enne originario del Fujian, accusato di tentato omicidio ai danni di un connazionale di 37 anni.

L'uomo era stato fermato dai militari subito dopo l'azione, mentre la vittima veniva trasportata d'urgenza all'ospedale Santo Stefano con ferite da arma da taglio al capo e agli arti superiori.

La dinamica dell'agguato

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, il 42enne si è scagliato contro il rivale colpendolo ripetutamente con un grosso machete. Nonostante i fendenti, il 37enne ha tentato una prima resistenza prima di crollare a terra; a quel punto l'aggressore lo ha immobilizzato sul pavimento, infierendo con testate al volto e sbattendogli più volte la testa contro le piastrelle. La scena è stata ripresa dalla telecamera di sorveglianza del locale, acquisita dagli investigatori.

Durante l'azione, un complice del 42enne — armato di una roncola — ha tenuto a distanza i presenti, minacciando chiunque tentasse di intervenire e garantendo così all'aggressore il tempo di portare a termine la spedizione punitiva. L'arrivo tempestivo dei carabinieri del nucleo operativo radiomobile, supportati dall'unità cinofila della polizia locale, ha consentito di arrestare in flagranza l'esecutore materiale.

Sul posto sono stati sequestrati il machete e la roncola; all'interno del ristorante, durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto 37 grammi di ketamina nascosti nella cassa e quattro pasticche di ecstasy.

Il precedente del 2021

L'episodio affonda le radici in una faida risalente a oltre cinque anni prima. Il 24 gennaio 2021, l'attuale vittima — all'epoca 32enne — aveva sparato quattro colpi di pistola a bruciapelo al volto dell'uomo che oggi lo ha aggredito, all'interno di una tavola calda-rosticceria pratese. Il 42enne era miracolosamente sopravvissuto, facendosi curare da un medico cinese che non aveva mai denunciato l'accaduto.

Per quel fatto, la Corte di Cassazione ha confermato definitivamente nel febbraio 2024 una condanna a otto anni di reclusione a carico del 37enne per tentato omicidio. Nel frattempo, il 42enne aveva già patteggiato — con sentenza passata in giudicato — reati di criminalità organizzata comune, essendo stato ritenuto promotore di un'organizzazione dedita alle estorsioni a Prato per fatti risalenti al 2009.

La Procura di Prato, guidata dal procuratore Luca Tescaroli, ha definito l'episodio del 28 settembre "una condotta omicidiaria a parti invertite, nel quadro di un'effervescenza criminale che continua a caratterizzare il territorio della città di Prato".

Il contesto criminale pratese

L'aggressione di via Filzi si inserisce in un quadro di tensioni che da anni attraversa il distretto tessile pratese, dove la presenza di una vasta rete imprenditoriale cinese — stimata in diverse migliaia di aziende — convive con episodi ricorrenti di violenza legati al controllo di attività illecite. Le forze dell'ordine e la magistratura pratese hanno più volte segnalato la complessità di un contesto in cui operano gruppi criminali di diverse nazionalità.

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