Inter, scudetto e coppa: l’operazione double per cancellare l’incubo europeo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lo scudetto, da solo, non basterebbe a placare la sete di rivincita che cova negli spogliatoi di viale della Liberazione. La scorsa primavera, si sa, si sono materializzati fantasmi piuttosto ingombranti: da quella improponibile finale di Champions persa per 5-0 contro il Psg – una lezione che ancora brucia – alla beffarda eliminazione ai playoff per mano del Bodo Glimt, due colpi bassi che hanno rischiato di compromettere la fiducia in un progetto ritenuto solido. Per esorcizzarli del tutto, dunque, all’Inter serve qualcosa di più di una semplice passeggiata tricolore; le serve qualcosa che profumi di storia. Ed ecco allora che il Doblete, l’abbinata vincente tra campionato e Coppa Italia, si presenta come l’obiettivo terapeutico perfetto. La coppa nazionale, se vinta da una grande da sola, sa di ripiego, quasi un premio di consolazione. Ma se la si cuce addosso assieme allo scudetto – formando quella che una volta si chiamava "doppietta" – la faccenda cambia radicalmente di segno e assume contorni decisamente più nobili.

La circolarità della storia e la sfida con il Como

C’è una strana circolarità, nelle storie più intense del calcio, che a volte sfiora la perfezione narrativa. Quella di Cristian Chivu, dal punto di vista estetico e simbolico, ne è un esempio quasi didattico: lo ritroviamo oggi, da giovane difensore elegante e coraggioso – portatore sano di quel casco che ne divenne l’insegna dopo la frattura al cranio – a guidare la sua Inter da tecnico. La sfida di questa sera contro il Como, in programma a San Siro per la semifinale di ritorno di Coppa Italia (si riparte dallo 0-0 dell’andata sul lago), rappresenta molto più di un semplice passaggio del turno: è il crinale su cui si gioca il passaggio definitivo tra la memoria del Triplete del 2010 – di cui Chivu fu protagonista – e il presente di una squadra che vuole ricostruire un’egemonia. Di mezzo, ci sono i lariani di Cesc Fabregas, una formazione che a tratti ha messo in difficoltà i nerazzurri in campionato e che, forte di un gioco basato sul possesso palla e sulla costruzione dal basso, sogna di scrivere la prima pagina di storia di un club mai arrivato così in alto.

Testa sgombra e la lezione delle coppe mancate

L’avversario è ostico, certo, ma il vero avversario dell’Inter in questa fase, a ben guardare, è la propria psiche. Chivu lo sa bene e lo ha ribadito alla vigilia, chiedendo ai suoi di scacciare un pensiero subdolo: quello che la stagione sia già finita. Con la festa per la matematica conquista del ventunesimo scudetto ormai nell’aria – forte di un vantaggio rassicurante sul Napoli – il rischio di un calo di tensione è fisiologico, ma in casa nerazzurra non sono ammessi rilassamenti. La lezione delle coppe europee, con quelle batoste rimediate contro avversari sulla carta inferiori, ha lasciato il segno. Per questo la squadra deve scendere in campo con la stessa ferocia vista nella rimonta in campionato, senza pensare che tanto, male che vada, "ci rimane lo scudetto". Un’occasione del genere, l’occasione di riempire la bacheca con due trofei in una settimana, non capita tutti gli anni e non va sprecata.

Numeri da vertice e l’assenza del capitano

A dare ulteriore peso all’operazione c’è una statistica che impazza tra i tabloid sportivi. Nelle ultime sei annate, nessun altro club italiano è stato capace di restare sempre incollato ai vertici come i nerazzurri. Guardando indietro, dal 2021 a oggi, tra scudetti, coppe nazionali e Supercoppe, la sala trofei si è arricchita a un ritmo impressionante, e con il double di quest’anno si potrebbe arrivare a toccare quota nove sigilli in cinque stagioni. Un dato di fatto, considerando anche il percorso in campo internazionale con quelle due finali di Champions League che, seppur perse, hanno restituito prestigio al movimento. Chivu, per stasera, dovrà però fare a meno del suo capitano Lautaro Martinez, ancora out per infortunio, e del difensore Bastoni. Al loro posto, largo a soluzioni alternative: in attacco Marcus Thuram – che tra l’altro vanta un feeling particolare con il Como, avendolo già punito quattro volte – farà coppia con Bonny, mentre a centrocampo si affiderà alla verve di Barella e Dimarco per scardinare la retroguardia ospite.

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