Incendio alla piscina comunale di Susa, i vigili del fuoco domano le fiamme
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Redazione Interno
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Un denso pennacchio di fumo, visibile a chilometri di distanza nella Valle di Susa, ha segnato questa mattina di sabato 27 dicembre l'inizio di un vasto incendio che ha interessato la copertura della piscina comunale, una struttura che in questi giorni di festività era per fortuna chiusa al pubblico, evitando così qualsiasi coinvolgimento di bagnanti o dipendenti. Le fiamme, divampate intorno all'ora di pranzo, hanno rapidamente aggredito l'ampio tetto in legno e lamiera dell'impianto natatorio, alimentando un rogo di vaste proporzioni che ha richiesto un imponente spiegamento di forze per essere domato, con sette squadre di vigili del fuoco, tra personale permanente e volontario dei comandi di Susa e della Valle, coordinate da un'autobotte giunta appositamente da Torino.
Le operazioni di spegnimento e la prima ipotesi sulle cause
I soccorritori, le cui operazioni sono proseguite per diverse ore, si sono concentrati nel contenere l'incendio e nell'impedire che le fiamme, attaccando la struttura portante, potessero provocare ulteriori danni o crolli, riuscendo infine a circoscriverlo e a spegnerlo dopo un intervento complesso. La dinamica dell'evento, come spesso accade in simili circostanze, è al centro delle indagini dei tecnici, i quali stanno valutando con attenzione ogni elemento utile a ricostruire la catena degli eventi. Una prima linea d'indagine, sebbene da confermare con gli accertamenti di rito, punta verso un malfunzionamento dell'impianto fotovoltaico installato sulla copertura, il cui surriscaldamento avrebbe potuto innescare il materiale combustibile sottostante, dando origine a un focolaio poi estesosi con rapidità.
I danni alla struttura e il contesto degli eventi
L'episodio, che ha inevitabilmente richiamato alla memoria altri gravi incidenti in impianti sportivi, si inserisce in un contesto nazionale dove la sicurezza delle infrastrutture pubbliche torna periodicamente al centro del dibattito, soprattutto dopo eventi che ne mettono in luce la vulnerabilità. I danni alla piscina, quantificabili solo dopo un'ispezione più approfondita, appaiono comunque rilevanti, limitandosi per ora alla consistente porzione di tetto andata completamente distrutta dalle fiamme. Le forze dell'ordine hanno già avviato le procedure per acquisire tutti gli elementi necessari, mentre il personale del Comune e della struttura sportiva è al lavoro per valutare l'entità del danno e pianificare le necessarie operazioni di messa in sicurezza dell'area, resa inaccessibile fino a nuovo ordine.
Le indagini e il percorso per la ricostruzione
La fase successiva, quella delle verifiche tecniche e della raccolta delle testimonianze, sarà cruciale per delineare un quadro definitivo delle responsabilità, se ve ne sono, e per comprendere se vi fossero stati precedenti segnali di allarme circa lo stato di manutenzione dell'impianto elettrico o di quello fotovoltaico. Il percorso per la ricostruzione e la riapertura della piscina, un servizio importante per gli abitanti della zona, sarà lungo e passerà attraverso una stima precisa dei costi e la definizione dei tempi per i lavori, che dovranno rispettare normative di sicurezza divenute, dopo questo episodio, ancor più stringenti. Intanto, il freddo di fine dicembre avvolge l'edifico danneggiato, mentre la cenere e l'odore di bruciato restano a testimoniare la violenza del rogo che ha interrotto la quiete della valle.




