La Val di Susa ribadisce il no al Tav, migliaia in piazza mentre un incendio danneggia il presidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre il sole del primo pomeriggio illuminava Venaus, migliaia di persone hanno dato vita a un corteo che, snodandosi come un serpentone colorato, ha raggiunto i cantieri del Tav a Giaglione, Traduerivi e San Didero. Erano oltre 10.000, secondo le stime, tra giovani, anziani e famiglie, uniti nel protestare contro quello che definiscono "un oltraggio al territorio". I simboli di questa battaglia – i cantieri, attivi o futuri – sono stati ancora una volta al centro di una mobilitazione che, nonostante gli anni, non accenna a spegnersi.

Nella notte, però, le fiamme hanno colpito il presidio No Tav di San Didero. A bruciare è stata una roulotte sequestrata, situata nel parcheggio antistante lo scalo. Le cause dell’incendio, favorito dal vento che ha investito la valle, restano da chiarire, ma le fiamme hanno lambito il presidio, danneggiandolo parzialmente. L’intervento dei vigili del fuoco ha impedito che i danni si estendessero ulteriormente.

Intanto, il dibattito politico si infiamma. Il centrodestra, con Fratelli d’Italia in prima linea, chiede l’applicazione del decreto sicurezza, criticando il silenzio della sinistra dopo gli scontri delle ultime ore. "Le opposizioni facciano una scelta di campo", è l’appello lanciato dopo che, nel corso della manifestazione, alcuni manifestanti hanno dato vita a episodi di guerriglia: pietre e bombe carta contro le forze dell’ordine, tentativi di assalto ai cantieri e atti intimidatori. Gli agenti, ancora una volta, hanno contenuto la situazione senza che si verificassero conseguenze gravi.

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