No tav in val di Susa: autostrada occupata e cantieri dati alle fiamme durante la protesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tensione è esplosa oggi in val di Susa, dove oltre tremila manifestanti del movimento No Tav hanno bloccato l’autostrada Torino-Bardonecchia e dato fuoco a veicoli nei cantieri della linea ad alta velocità Torino-Lione. L’episodio, inserito nel contesto del “Festival Alta Felicità” organizzato a Venaus, ha visto i dimostranti dividersi in tre gruppi per colpire diversi obiettivi, tra cui il cantiere Traduerivi a Susa, completamente in fiamme, e le aree di Chiomonte e San Didero.

Con arieti, petardi e bombe carta – alcune delle quali dirette contro le forze dell’ordine – i manifestanti hanno sfondato recinzioni e presidi, costringendo la polizia a intervenire con gli idranti. Le barricate erette lungo l’autostrada hanno paralizzato il traffico, mentre il fumo dei roghi si alzava dai macchinari distrutti. Sebbene la protesta fosse presentata come un evento culturale, i metodi utilizzati hanno riproposto dinamiche di guerriglia, lontane dalle forme di dissenso pacifico.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito quanto accaduto “un atto di violenza premeditata”, sottolineando la differenza tra il diritto di manifestare e l’illegalità degli assalti. Anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha espresso dura condanna, chiedendo che “chi ha devastato beni pubblici sia messo in condizione di non nuocere”. Le indagini, già avviate, punteranno a identificare i responsabili dei danni e degli attacchi alle forze dell’ordine, mentre la procura di Torino valuta gli elementi per eventuali accuse di devastazione e resistenza a pubblico ufficiale.

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