Incendio all'ospedale del Mare, la procura indaga per incendio colposo. Accertamenti dei vigili del fuoco sui pannelli
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Redazione Interno
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La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per incendio colposo contro ignoti in merito al vasto rogo che domenica 21 giugno ha interessato l’ala est dell’Ospedale del Mare, nel quartiere Ponticelli.
Il fascicolo, affidato ai magistrati della sezione Lavoro e colpe professionali coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, si concentra su due aspetti principali: le cause accidentali che potrebbero aver innescato il fuoco, verosimilmente riconducibili a sterpaglie e ad alcune pedane in legno accatastate alla base della palazzina, e la conformità dei materiali di coibentazione utilizzati per la facciata dell’edificio.
Le fiamme, che hanno divorato i pannelli in poliuretano propagandosi fino al tetto, hanno costretto all’evacuazione precauzionale di alcuni reparti, sebbene non si registrino feriti o intossicati, e hanno reso inagibile l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia.
I sopralluoghi dei vigili del fuoco
Il Nucleo Investigativo Antincendi dei Vigili del Fuoco è entrato in azione già nella giornata di lunedì, su disposizione del comandante provinciale Giuseppe Paduano, per acquisire elementi tecnici utili a ricostruire la dinamica dell’incendio. “Siamo tornati sul posto dopo l’emergenza per acquisire informazioni che valuteremo nei prossimi giorni”, ha spiegato Paduano al Mattino, precisando che si tratta di un sopralluogo effettuato di propria iniziativa, sebbene vi sia stato un contatto con il magistrato di turno.
L’attenzione degli investigatori si è concentrata sulla base dell’edificio andato in fiamme e sui materiali isolanti che hanno favorito la rapida propagazione del rogo lungo la facciata. “I pannelli in effetti hanno preso rapidamente fuoco, ma questo non significa che non siano state rispettate le norme”, ha aggiunto il comandante, aprendo uno scenario complesso legato all’evoluzione delle normative antincendio, con la possibilità che il materiale rispettasse le linee guida in vigore all’epoca della costruzione ma non quelle più recenti.
La dinamica delle fiamme e i materiali
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe partito da alcune pedane in legno e sterpaglie accumulate all’esterno del padiglione HD3, probabilmente a causa di una scintilla o di un mozzicone di sigaretta, per poi estendersi rapidamente alla coibentazione esterna. La natura dei pannelli, verosimilmente in poliuretano, è al centro delle indagini per verificare se fossero a norma.
Il comandante Paduano ha sottolineato come la rapidità con cui il fuoco si è propagato abbia sollevato interrogativi, ma ha anche precisato che le caratteristiche dei materiali hanno comunque permesso di spegnere le fiamme in tempi relativamente brevi senza che queste si estendessero alle porzioni adiacenti della facciata, esposte a un notevole aumento di temperatura. Resta da accertare, in ogni caso, la responsabilità legata all’accumulo di materiale infiammabile alla base della struttura.
Danni e agibilità della struttura
L’Asl Napoli 1 Centro, attraverso una nota, ha escluso danni strutturali all’edificio, confermando la piena agibilità della maggior parte dei reparti dopo i sopralluoghi condotti da vigili del fuoco e tecnici. I pazienti che erano stati trasferiti in via precauzionale sono stati riallocati nelle loro divisioni originarie, fatta eccezione per quelli della Chirurgia, il cui reparto è stato dichiarato inagibile e i degenti sono stati spostati nel reparto di Day Surgery.
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenuto sul posto, ha parlato di danni limitati grazie all’intervento tempestivo dei vigili del fuoco e alla pronta attivazione del piano di emergenza interno, una valutazione che ha trovato conferma anche nelle parole del direttore generale dell’Asl, Gaetano Gubitosa, il quale ha lodato la professionalità del personale nella gestione dei trasferimenti dei circa 180 pazienti coinvolti, senza che si rendesse necessario il trasferimento in altre strutture regionali.




