Rebecca Passler esclusa dalla staffetta, il suo ritorno ai Giochi finisce senza una gara
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Redazione Sport
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Il verdetto, atteso e nell’aria da giorni, è arrivato nel tardo pomeriggio di oggi: Rebecca Passler non farà parte del quartetto azzurro che mercoledì 18 febbraio, sul tracciato di Anterselva, prenderà parte alla staffetta 4x6 km femminile di biathlon. Per la 24enne di Brunico, riammessa ai Giochi in extremis venerdì scorso dal Tribunale Nazionale Antidoping dopo la revoca della sospensione per la positività al letrozolo, l’avventura olimpica si conclude dunque senza aver potuto calcare la neve di casa. La Federazione Italiana Sport Invernali ha ufficializzato la squadra, composta da Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e dalla neo-campionessa olimpica dell’inseguimento, Lisa Vittozzi, una formazione che lascia fuori la giovane altoatesina nonostante la sua presenza in pianta stabile nel gruppo.
La decisione, comunicata a ridosso della gara e dopo che Passler aveva ripreso gli allenamenti in sede soltanto nella giornata di ieri, poggia su motivazioni che gli addetti ai lavori definiscono squisitamente tecniche e, al contempo, prudenziali. Lo staff guidato dal direttore tecnico Klaus Hoellrigl, che nei giorni scorsi aveva parlato della necessità di valutare le condizioni psicofisiche dell’atleta dopo i "dieci o dodici giorni difficili" trascorsi lontana dal gruppo, ha evidentemente ritenuto che i tempi per un suo reinserimento in una competizione così delicata fossero troppo stretti. E d’altronde, sebbene la procura nazionale antidoping non abbia ancora ufficialmente chiesto il deferimento, l’ombra di un procedimento che potrebbe concludersi con una squalifica – e che in tal caso metterebbe a rischio un’eventuale medaglia vinta in staffetta – ha certamente giocato un ruolo non secondario nelle valutazioni dei tecnici, i quali hanno preferito non inficiare il lavoro di un quartetto che in questa stagione ha già fornito ottime risposte in Coppa del Mondo.
Le ragioni di una scelta, tra stop agli allenamenti e incertezza giudiziaria
A pesare come un macigno, infatti, non è stato solo il fattore legato alla condizione atletica, che pure ha il suo peso: Passler ha saltato tutte le competizioni olimpiche fin qui disputate, dalla sprint all’inseguimento, ed era già automaticamente esclusa dalla mass start di chiusura per mancanza di qualificazione. Il rientro in squadra, seppur trionfale dal punto di vista legale con l’accoglimento del ricorso che ha riconosciuto il "fumus boni iuris" dell’assunzione involontaria – la tesi della contaminazione da letrozolo dovuta alla convivenza con la madre in cura per un tumore al seno è parsa credibile ai giudici – non ha però cancellato il procedimento principale. La Procura antidoping potrebbe ancora chiedere il deferimento e, in caso di condanna, la decorrenza della squalifica diventerebbe un nodo cruciale: se retroattiva alla data del prelievo (26 gennaio), la staffetta e le sue componenti sarebbero salve, ma così non sarebbe se il tribunale dovesse decidere per una decorrenza dalla sentenza, spazzando via in un colpo solo l’eventuale podio delle compagne.
Il quartetto titolare, una staffetta collaudata per puntare al bersaglio grosso
La scelta della FISI, in questo senso, è parsa a molti osservatori una via d’uscita che evita qualsiasi tipo di polemica o di frizione con gli organismi internazionali, in un’Olimpiade che si corre in casa e dove l’immagine conta quasi quanto le medaglie. Le prescelte, va detto, rappresentano comunque il meglio della scuola italiana del momento: Auchentaller, spesso impiegata in prima frazione per la sua affidabilità al tiro, Wierer che nonostante un avvio di Giochi sottotono resta un’icona del movimento, Carrara in costante progressione e la fuoriclasse Vittozzi, reduce dall’oro nell’inseguimento e capace di gestire la pressione di un’ultima frazione. Per Rebecca Passler, che ha sempre dichiarato di volersi concentrare al cento per cento sul biathlon dopo la bufera giudiziaria, non resta che guardare avanti, in attesa di capire se potrà tornare in pista nelle prossime tappe di Coppa del Mondo o se il suo 2026 olimpico si chiuderà qui, con un'amara standing ovation a bordo pista.




