Il Tottenham esonera Frank, De Zerbi è il candidato principale per la panchina

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il consiglio d’amministrazione del Tottenham Hotspur, riunitosi d’urgenza nelle ore immediatamente successive alla sconfitta interna contro il Newcastle, ha formalizzato la risoluzione del rapporto contrattuale con Thomas Frank. Il tecnico danese, che era stato chiamato a giugno del 2025 per ricostruire l’identità della squadra dopo il ciclo di Ange Postecoglou, lascia la guida dei londinesi con un bilancio che non ammette repliche: ventinove punti raccolti in ventisei giornate di campionato, una media di 1,12 a partita che rappresenta il dato più basso registrato dal 2010 a questa parte per un allenatore delle cosiddette sei grandi del calcio inglese -4. La società, attraverso una nota ufficiale, ha ringraziato l’allenatore per la dedizione profusa in otto mesi di lavoro, ma ha contestualmente ammesso la necessità improrogabile di un cambio di rotta immediato: la classifica, che vede gli Spurs sedicesimi a soli cinque lunghezze dalla zona retrocessione, imponeva una decisione drastica -7.

La posizione di Frank, occorre ricordarlo, era già divenuta insostenibile nello spogliatoio e, ancor prima, sugli spalti. Il tecnico ex Brentford non era riuscito a costruire alcuna connessione emotiva con la piazza; i fischi avevano accompagnato la squadra già al termine del primo tempo della sfida con il Newcastle e i cori che ne invocavano l’allontanamento si erano levati dallo stadio con una frequenza che ormai rasentava la ritualità -5. A questi elementi si era aggiunta, nel corso delle settimane, una comunicazione pubblica spesso sfortunata: l’elogio nei confronti dei rivali dell’Arsenal, pronunciato nella conferenza stampa di presentazione, era stato trasformato in uno strumento di scherno dai tifosi avversari, i quali avevano ironicamente conferito a Frank una tessera di appartenenza onoraria ai Gunners -4. Un errore di valutazione non decisivo in sé, ma che ha contribuito a erodere progressivamente l’autorevolezza di un allenatore apparso sin da subito schiacciato dal peso delle aspettative.

La finestra di mercato e i limiti di una rosa incompiuta

Sarebbe tuttavia riduttivo, oltre che tecnicamente impreciso, ascrivere il fallimento del progetto Tottenham esclusivamente alle innegabili difficoltà del suo allenatore. La dirigenza, infatti, aveva assecondato le richieste di Frank con una campagna acquisti da oltre cento milioni di sterline, portando a Londra giocatori del calibro di Xavi Simons e Mohammed Kudus, profili tecnicamente dotati ma rivelatisi incapaci di incidere con continuità -8. L’assenza prolungata di James Maddison e Dejan Kulusevski, veri e propri registri offensivi della manovra, ha privato la squadra di qualsiasi imprevedibilità; Dominic Solanke, reduce da un infortunio alla caviglia, non è mai riuscito a garantire la continuità realizzativa richiesta a un centravanti di prima fascia, mentre Richarlison ha confermato i propri limiti caratteriali, alternando prestazioni generiche a lampi isolati -7. A ciò si aggiunga l’addio di Fabio Paratici, formalizzato lo scorso gennaio con destinazione Fiorentina: il direttore tecnico italiano, artefice della ricostruzione post-Postecoglou, aveva lasciato il club proprio nelle settimane in cui la squadra iniziava a manifestare i primi sintomi di affanno, privando la struttura di una figura chiave nei rapporti con l’allenatore e con la proprietà -6.

La separazione consensuale tra De Zerbi e il Marsiglia

Parallelamente agli sviluppi londinesi, la notte tra martedì 10 e mercoledì 11 febbraio ha registrato un altro movimento di capitale importanza sul mercato degli allenatori. L’Olympique Marsiglia ha ufficializzato la risoluzione consensuale del contratto con Roberto De Zerbi, separazione arrivata al termine di un confronto durato diverse ore tra il tecnico bresciano e i vertici societari -2. L’allenatore italiano, che nella scorsa stagione aveva riportato i francesi al secondo posto in classifica e alla qualificazione in Champions League, non era riuscito a ripetere l’impresa nell’annata corrente: l’eliminazione dalla fase a gironi della competizione europea, sancita dalla sconfitta per 3-0 contro il Bruges, e il pesantissimo 5-0 subìto al Parco dei Principi contro il Paris Saint-Germain hanno rappresentato le pietre miliari di una crisi irreversibile -9. La scelta della formula della separazione consensuale, piuttosto che dell’esonero unilaterale, consente a De Zerbi di presentarsi sul mercato senza la necessità di corrispondere penali o di attendere liberatorie, circostanza che lo rende immediatamente disponibile per qualsiasi progetto tecnico.

La pista De Zerbi e le condizioni mutate a Londra

L’ipotesi che Roberto De Zerbi possa essere il successore designato di Thomas Frank, già rimbalzata nelle edizioni dei principali talk show sportivi inglesi, ha acquisito concretezza proprio alla luce della simultaneità delle due separazioni -3. Il tecnico bresciano, che in passato aveva già guidato il Brighton per ottantanove partite collezionando ottimi risultati, conosce perfettamente la Premier League e non ha mai nascosto il desiderio di tornarvi a pieno regime. A rendere oggi praticabile un percorso che in passato era stato precluso, come riferito da fonti giornalistiche raccolte da testate britanniche, sarebbe la radicale mutazione dell’assetto dirigenziale del Tottenham: De Zerbi, al tempo del suo primo corteggiamento da parte degli Spurs, aveva manifestato una chiara indisponibilità a collaborare con l’allora presidente Daniel Levy e con il direttore Fabio Paratici -10. Entrambe le figure, a vario Titolo, non fanno più parte dell’operatività quotidiana del club londinese; una circostanza che, secondo le ricostruzioni, renderebbe l’allenatore italiano assai più propenso a valutare positivamente l’approdo a Londra. Il club, da parte sua, non ha ancora ufficializzato alcuna lista ristretta di candidati, ma i quotisti britannici danno ormai De Zerbi come favorito netto, ben davanti ad altri nomi pure accostati alla panchina come Enzo Maresca e, in prospettiva futura, Mauricio Pochettino.

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