De Zerbi al Tottenham, primo allenamento con urla e intensità: la salvezza ora è un’emergenza

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo fischio, per quanto metaforico, l’ha già dato lui: Roberto De Zerbi ha aperto la sua avventura al Tottenham alzando la voce, letteralmente, nel corso del suo primo allenamento sul campo londinese. Un segnale chiaro, quasi brutale, che tradisce l’urgenza di una situazione che pochi, fino a qualche mese fa, avrebbero immaginato per un club abituato a lottare per l’Europa. E invece il tecnico bresciano, reduce da esperienze importanti anche in Premier League, si ritrova tra le mani una squadra sprofondata in una crisi che nessuno, nel momento in cui Igor Tudor ha lasciato la panchina, aveva saputo arginare. Gli Spurs, va ricordato, rischiano davvero la retrocessione in Championship: un evento che avrebbe dell’incredibile per una delle società storiche del calcio inglese, ma che il nuovo manager non ha alcuna intenzione di minimizzare.

Un’eredità pesante e un mercato sbagliato

La domanda, allora, è spontanea: che squadra trova De Zerbi a Londra? La risposta, per chi segue la Premier, è agghiacciante sul piano tecnico e ancor di più su quello mentale. Il morale, a sentire le voci che filtrano dagli spogliatoi, è a terra; i leader, quelli veri, sembrano essere spariti uno a uno, vittime di scelte di mercato sbagliate o di prestazioni troppo altalenanti per reggere la pressione. L’allenatore italiano, abituato a plasmare gruppi con il suo calcio intenso e ragionato, dovrà ricostruire quasi tutto: la fiducia, la gerarchia interna e, banalmente, la voglia di non soccombere. E non sarà semplice, perché il tempo in queste situazioni è sempre un nemico. Gli Spurs hanno puntato su di lui dopo il fallimento Tudor – il cui intervento è stato definito disastroso senza troppi giri di parole – e ora gli hanno consegnato una patata bollente, per usare una metafora cara al gergo giornalistico italiano.

Il contratto da 12-14 milioni e la missione impossibile

Per accettare l’incarico, De Zerbi ha preteso – e ottenuto – garanzie pesanti. Il contratto è di cinque anni, con un ingaggio che oscilla tra i 12 e i 14 milioni di euro, cifre che da sole raccontano la disperazione del club. Ma la parte più interessante, quella che rivela la reale posta in gioco, è un bonus sostanzioso legato alla salvezza: se il Tottenham resterà in Premier League, l’allenatore incasserà un premio extra cospicuo. Altrimenti, si immagina, il progetto potrebbe saltare ancor prima di decollare. Nella sua prima intervista da allenatore degli Spurs, De Zerbi ha parlato di emozioni, di sfida affascinante e di un futuro che – ne è convinto – può tornare a essere grande. Parole importanti, ma che adesso dovranno trasformarsi in punti in classifica.

Un’intensità che non ammette debolezze

Nel video del primo allenamento, circolato rapidamente tra i tifosi e gli addetti ai lavori, si vede un De Zerbi diverso da quello che magari si ricordava al Brighton: più duro, più esigente, quasi spietato nei richiami. Alza la voce, corregge, ferma le azioni. Non c’è tempo per gli abbracci, né per le presentazioni formali. Il bresciano sa che dovrà evitare una clamorosa retrocessione, e lo sapeva già quando ha messo la firma. Il Tottenham che ha ereditato è quello del mercato sbagliato, dei giocatori spaesati e di una tifoseria sull’orlo dell’esasperazione. Missione salvezza, dunque: la più difficile della sua carriera, forse. Ma De Zerbi non ha mai rifuggito le difficoltà, anzi. Le ha sempre cercate, quasi per dimostrare a se stesso che il suo calcio – fatto di movimento, idee e pressione costante – può funzionare anche lì dove tutto sembra perduto.

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