Tottenham-De Zerbi, l’accordo è totale: 14 milioni all’anno per la salvezza più difficile di sempre

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tabellone delle panchine che si muovono nella coda della Premier League ha registrato nelle ultime ore l’accelerazione decisiva che porta Roberto De Zerbi a Londra, chiamato a compiere quella che probabilmente rappresenta la missione più ardua della sua carriera da allenatore. Dopo giorni di trattative serrate, condotte con la mediazione degli emissari del club londinese che hanno dovuto in qualche modo scavalcare le iniziali resistenze del tecnico bresciano – il quale avrebbe preferito attendere l’estate per sedersi su una panchina prestigiosa, subentrando nella prossima stagione a campionato iniziato – è arrivata la fumata bianca. Le voci, circolate con insistenza già prima dell’ennesimo avvicendamento sulla panchina degli Spurs, si sono trasformate in realtà: l’ex allenatore del Sassuolo e del Brighton ha accettato la sfida, convinto da un’offerta economica che lo colloca tra i tecnici più pagati al mondo e da un progetto quinquennale che mira a restituire identità a un club finito a un passo dal baratro.

L’accordo, che verrà ufficializzato nelle prossime ore dopo la definizione degli ultimi dettagli legati allo staff che affiancherà l’italiano, si basa su un contratto quinquennale dal valore complessivo davvero ragguardevole. La cifra che circola negli ambienti finanziari del calcio inglese parla di circa 14 milioni di sterline all’anno, una somma che, unita ai bonus per la salvezza, potrebbe lievitare ulteriormente. Questa operazione arriva al termine di una settimana segnata dall’esonero – risoluzione consensuale secondo la definizione ufficiale – di Igor Tudor, il quale ha pagato con il posto un rendimento insufficiente fatto di una sola vittoria (peraltro ininfluente in Champions League) e un solo punto raccolto in campionato nel suo brevissimo mandato durato appena 44 giorni. La macchina degli Spurs, consapevole di occupare il diciassettesimo posto in classifica a un solo punto dalla zona retrocessione, ha dunque deciso di giocare il tutto per tutto su un profilo di spessore internazionale, invertendo la rotta rispetto alla scelta “tampone” di Tudor.

I numeri di un’emergenza che costa cara

La frenesia che ha portato De Zerbi a Londra è solo l’ultimo, costosissimo capitolo di una stagione che per il calcio inglese sta assumendo i contorni di una crisi economica strisciante, alimentata dall’abitudine a cambiare guida tecnica con una frequenza mai vista prima. Secondo le stime fornite dal quotidiano britannico Telegraph, le spese sostenute dalle società di Premier League per buonuscite e accordi di risoluzione contrattuale con i tecnici esonerati hanno già superato la cifra di 47 milioni di sterline, pari a circa 54 milioni di euro, una cifra che supera già il totale della scorsa stagione. In questo contesto, l’esonero di Tudor rappresenta solo l’ultimo di una serie di avvicendamenti che hanno visto club come il Manchester United spendere oltre 26 milioni tra indennizzi per l’acquisto di un tecnico (Ruben Amorim) e la successiva risoluzione del rapporto.

C’è da considerare, in questo calcolo che i dirigenti dei club tendono a nascondere sotto la voce “costi eccezionali” nei bilanci, anche il peso degli ingaggi dei nuovi arrivati. Nel caso specifico del Tottenham, l’investimento su De Zerbi – che già guadagnava cifre importanti al Marsiglia prima delle dimissioni dello scorso febbraio – rappresenta un segnale chiaro: la proprietà ha deciso di puntare su un tecnico capace di imporre un’identità di gioco forte, quella del cosiddetto “De Zerbi-ball”, per tentare una rimonta che sembrava impossibile con Tudor. Il tecnico, che vanta un’esperienza consolidata in Premier League con il Brighton dove raggiunse il sesto posto nella prima stagione, dovrà però fare i conti con un tempo a disposizione ridottissimo: il primo impegno ufficiale, salvo sorprese, sarà il 12 aprile in trasferta contro il Sunderland, con la squadra che potrebbe ritrovarsi in zona retrocessione al momento del suo debutto.

Il percorso inverso e la sfida della salvezza

L’ascesa di Roberto De Zerbi, partito dalla Serie D per arrivare a sedersi sulle panchine dei grandi club europei, ha conosciuto una repentina inversione di marcia nelle ultime settimane. L’allenatore, reduce da un’esperienza al Marsiglia conclusasi a febbraio dopo una sconfitta pesante per 5-0 contro il Paris Saint-Germain e l’eliminazione dalla Champions League, sembrava intenzionato a prendersi una pausa per riflettere sul futuro. La chiamata del Tottenham, arrivata in un momento in cui il club aveva già sondato diverse alternative tra cui Sean Dyche e l’ex tecnico del Monaco Adi Hutter, ha però rappresentato un’occasione difficile da rifiutare, sia per la durata del contratto (cinque anni) sia per il progetto sportivo che gli viene prospettato.

La situazione che De Zerbi si troverà ad affrontare è tra le più complesse della sua carriera, considerando che gli Spurs non hanno ancora vinto una partita nel 2026 in campionato, collezionando una serie di risultati negativi che hanno gettato nello sconforto l’ambiente. A differenza di quanto accaduto in passato, quando il tecnico aveva avuto modo di lavorare con i gruppi durante le soste o le preparazioni estive – come accadde a Brighton dove fallì le prime cinque partite prima di imprimere la svolta – stavolta il tempo per metabolizzare i meccanismi è ridotto ai minimi termini. La dirigenza, rappresentata dal direttore sportivo Johan Lange, ha insistito affinché l’italiano accettasse l’incarico con effetto immediato, anche a costo di stravolgere i piani iniziali che prevedevano un arrivo solo a giugno.

Le cifre di una scommessa da 50 milioni

Nel frattempo, mentre il club londinese attende l’annuncio ufficiale per mettere la firma sotto l’accordo che legherà De Zerbi fino al 2031, rimane sullo sfondo il dato imponente di una stagione che ha visto il via vai di tecnici costare cifre da capogiro. I 50 milioni di sterline spesi finora dagli inglesi – considerando solo le indennità di esonero – rappresentano un record assoluto per la competizione, e la cifra potrebbe ancora aumentare se si considerano gli stipendi dei nuovi arrivati e le spese accessorie come gli onorari degli agenti. Il Tottenham, dopo aver sperperato risorse ingenti con l’esonero di Thomas Frank prima e di Tudor poi, ha deciso di investire una fetta importante del budget sul nuovo tecnico, sperando che la sua filosofia di gioco possa adattarsi rapidamente a una rosa costruita per obiettivi ben diversi dalla lotta per non retrocedere.

La scommessa è di quelle ad altissimo rischio, considerando che il club è coinvolto in un duello serrato con altre big in difficoltà per evitare la caduta in Championship. Le prossime sette partite, che inizieranno con il delicato impegno sul campo del Sunderland, determineranno se l’operazione De Zerbi sarà ricordata come un colpo da maestro o come l’ultimo, costoso tentativo di arginare una crisi ormai strutturale. Quello che è certo, guardando ai numeri, è che l’allenatore bresciano entrerà di diritto nella ristretta cerchia dei tecnici più pagati della lega, raggiungendo cifre vicine a quelle di Mikel Arteta, mentre il suo compito principale sarà quello di restituire solidità difensiva a una squadra che, negli ultimi impegni, ha mostrato fragilità preoccupanti.

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