Artemis II, la Nasa pronta al lancio verso la Luna: primo volo con equipaggio dopo 54 anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
A Cape Canaveral, in Florida, tutto è pronto per il ritorno dell’uomo nello spazio profondo, un’attesa che dura da oltre mezzo secolo. La Nasa si prepara al lancio di Artemis II, la prima missione con equipaggio verso la Luna dai tempi dell’Apollo 17, avvenuta nel lontano 1972. Il decollo, il primo di una serie di finestre disponibili, è previsto non prima del 1° aprile, con un orario che potrebbe variare a seconda delle condizioni tecniche e meteorologiche, mentre i quattro astronauti – tre statunitensi e un canadese – si preparano a volare attorno al nostro satellite in una missione della durata di circa dieci giorni. Non è previsto un allunaggio: si tratta, piuttosto, di un volo di test fondamentale, il banco di prova per verificare la tenuta dei sistemi della capsula Orion nello spazio profondo prima dei successivi tentativi di discesa sulla superficie.
La storia dell’esplorazione umana della Luna riparte quindi da dove si era interrotta, cioè dalle stesse rampe di lancio del Kennedy Space Center in Florida, un luogo carico di memoria e di tecnologia d’avanguardia. Gli astronauti scelti per questa sfida sono Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch per la Nasa, insieme al canadese Jeremy Hansen dell’agenzia spaziale canadese (CSA). Per loro, un viaggio che non ha precedenti dal 1972: passeranno dieci giorni nello spazio, cimentandosi in una serie di test ed esperimenti che serviranno a preparare l’allunaggio vero e proprio, previsto per il 2028. “Speriamo fortemente che la nostra missione apra una nuova era in cui la Luna non sia solo bella da guardare, ma diventi anche una destinazione“, hanno dichiarato i membri dell’equipaggio durante la conferenza stampa organizzata dalla NASA, sottolineando il cambio di passo rispetto al passato. “La Luna non è più soltanto bella da guardare, ora diventa un obiettivo“, ha ribadito il comandante Wiseman.
L’avventura “epica” e il record a portata di mano
A 54 anni dall’ultima missione Apollo, l’uomo torna quindi nell’orbita lunare con una missione che punta a entrare nella storia, definita “un’avventura epica” proprio dai suoi protagonisti. La nuova sfida della Nasa potrebbe mettere a segno un nuovo primato, aggiungendo un ulteriore elemento di interesse a un’impresa già di per sé straordinaria. A seconda dell’ora e del giorno in cui avverrà il lancio, parametri che influenzano la traiettoria e la distanza dalla Terra, il record della distanza più lunga percorsa da un essere umano dal nostro pianeta potrebbe infatti essere battuto. Un primato, questo, stabilito nel 1970 dall’equipaggio dell’Apollo 13 con 400.171 chilometri, una distanza che i moderni sistemi di propulsione e la particolare orbita di Artemis II potrebbero superare, portando l’equipaggio a una quota mai raggiunta prima da nessun astronauta nella storia dell’esplorazione spaziale.
L’obiettivo di una nuova era e i dettagli di una missione complessa
La missione Artemis II è destinata a raggiungere l’orbita lunare con un equipaggio che rappresenta simbolicamente un cambio di passo rispetto al passato: una donna, una persona di colore e un non americano voleranno insieme verso la Luna per la prima volta. La loro, in questo senso, è una missione che guarda al futuro, un ponte ideale tra le imprese pionieristiche del secolo scorso e la costruzione di una presenza sostenibile sul suolo lunare. Il volo, che si snoderà attraverso una traiettoria di “free return” – la stessa che salvò l’equipaggio dell’Apollo 13 –, permetterà di testare in condizioni reali il sistema di supporto vitale della Orion, la gestione dell’energia, le comunicazioni a distanze mai sperimentate prima e la resistenza dello scudo termico durante il rientro in atmosfera, previsto a velocità superiori ai 40.000 chilometri orari. La capsula Orion, che gli astronauti hanno ribattezzato “Integrity” per richiamare i valori che la animano, sarà messa alla prova in ogni suo componente, dalla cabina di pilotaggio al modulo di servizio europeo che fornisce propulsione, energia e acqua.
I quattro astronauti: esperienza e prime volte nello spazio profondo
L’equipaggio di Artemis II rappresenta un mix di esperienza e novità. Reid Wiseman, comandante della missione, è un veterano con sei mesi di permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale alle spalle; Victor Glover, il pilota, è stato il primo astronauta afroamericano a partecipare a una missione di lunga durata sulla ISS. Christina Koch, specialista di missione, detiene il record per la singola permanenza più lunga nello spazio per una donna (328 giorni) ed è stata protagonista della prima passeggiata spaziale tutta al femminile. A completare il quartetto, Jeremy Hansen, il primo canadese a spingersi così lontano dalla Terra: per lui, che ha trascorso anni a prepararsi tra i banchi dell’addestramento, si tratta del primo volo spaziale, una sfida che lo porterà a diventare il primo non americano a raggiungere le vicinanze lunari.




