Clima, Pichetto: piano sociale da 9,3 miliardi. Ma il Piano natura è ancora in ritardo
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Redazione Esteri
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Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è intervenuto ieri alla Camera nel corso del question time per fare il punto su due dei principali dossier climatici aperti in Italia. Da un lato il Piano sociale per il clima, dall'altro il Piano nazionale di ripristino della natura, quest'ultimo ancora in fase di definizione mentre l'estate delle ondate di calore estreme volge al termine.
Il Piano sociale per il clima e i suoi 9,3 miliardi
Secondo quanto illustrato dal ministro, il Piano sociale per il clima impegna complessivamente oltre 9,3 miliardi di euro, di cui circa sette provenienti dal Fondo sociale europeo per il clima e oltre 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale. Si tratta dello strumento previsto dal Regolamento (UE) 2023/955, nato per accompagnare la transizione energetica e attutire gli effetti economici e sociali derivanti dall'ETS2, il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione esteso all'edilizia e al trasporto stradale, la cui applicazione è stata posticipata dal 2027 al 2028.
Le principali linee di intervento, come spiegato da Pichetto, riguardano anzitutto il settore dell'edilizia, al quale sono destinati oltre 3,2 miliardi di euro per la riqualificazione energetica dell'edilizia residenziale pubblica e degli immobili delle microimprese vulnerabili. L'obiettivo dichiarato è migliorare l'efficienza energetica, ridurre i consumi e alleggerire i costi sostenuti da famiglie e imprese.
Il Piano prevede inoltre il sostegno all'elettrificazione dei consumi domestici, il potenziamento e la maggiore accessibilità del trasporto pubblico, e un sostegno temporaneo al reddito attraverso il Bonus Sociale Energia Plus, con una dotazione di 1,34 miliardi di euro per il periodo 2028-2031 e destinato alle famiglie con un ISEE fino a 25 mila euro.
Il ministro ha ricordato che il Governo ha già completato la fase nazionale di elaborazione: il Piano è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 e trasmesso alla Commissione europea il 6 agosto. «Il Piano Sociale per il Clima rappresenta uno strumento fondamentale per accompagnare la transizione energetica garantendo equità sociale e tutela dei soggetti più vulnerabili», ha detto Pichetto rispondendo a un'interrogazione a risposta immediata. Il testo dovrà ora essere negoziato formalmente con Bruxelles prima di poter diventare operativo.
Il ritardo sul Piano natura e le critiche del M5s
Nel corso del question time, il ministro è stato incalzato dal Movimento 5 Stelle anche sul Piano nazionale di ripristino della natura. Pichetto ha risposto che l'Italia «lo sta finalizzando», spiegando che le misure in esso contenute, compresi interventi di prevenzione e adattamento, contribuiranno nel medio e lungo termine ad affrontare gli impatti combinati dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità.
Per contrastare le isole di calore urbane e ridurre la vulnerabilità climatica delle città, ha aggiunto, sono state allocate risorse specifiche per progetti di forestazione e rinverdimento urbano, mentre il ministero considera particolarmente importante il ricorso a fonti idriche non convenzionali, come il riuso delle acque reflue trattate e la desalinizzazione, da sviluppare quando sostenibili.
La bozza del Piano per rafforzare la resilienza del Paese agli effetti della crisi climatica avrebbe dovuto essere trasmessa a Bruxelles entro il 1° settembre, ma secondo quanto riferito dal ministro è ancora in fase di concertazione con gli altri ministeri. Nel corso del suo intervento Pichetto ha citato anche i 2,6 miliardi investiti nel Piano nazionale d'azione per il miglioramento della qualità dell'aria.
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