Nucleare, la delega Pichetto verso il via libera definitivo al Senato
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Redazione Interno
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Il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, firmato dal ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, arriva mercoledì 23 settembre nell'aula del Senato per la lettura conclusiva. Il provvedimento, già approvato dalla Camera lo scorso giugno con 155 voti favorevoli, dovrebbe incassare il via libera definitivo nel primo pomeriggio, dopo i voti sugli emendamenti e le dichiarazioni di voto.
L'obiettivo dichiarato dall'esecutivo è emanare i decreti attuativi entro la fine dell'anno, in modo da dare all'Italia una cornice normativa organica per il ritorno dell'energia atomica nel mix energetico nazionale.
Il testo non autorizza direttamente la costruzione di impianti, ma conferisce al Governo il compito di adottare, entro dodici mesi dall'entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per disciplinare l'intero ciclo di vita degli impianti.
Le materie oggetto della delega comprendono la produzione e l'utilizzo di energia da fonte nucleare sostenibile, la sperimentazione e la localizzazione dei siti, la costruzione e l'esercizio delle centrali, la produzione di idrogeno e calore di origine nucleare, la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, nonché il riordino delle competenze istituzionali in materia di sicurezza. Il provvedimento stanzia 20 milioni di euro l'anno dal 2027 al 2029 per il finanziamento degli investimenti e prevede campagne informative rivolte ai territori interessati dalle localizzazioni.
Tra i passaggi che i decreti attuativi dovranno definire c'è la disciplina dell'autorizzazione unica per la realizzazione e l'esercizio degli impianti, un titolo abilitativo che dovrebbe sostituire gran parte dei provvedimenti amministrativi ordinari, con l'eccezione delle valutazioni ambientali. La delega prevede inoltre l'istituzione di un'Agenzia nazionale per la sicurezza nucleare, che assorbirebbe le funzioni e le dotazioni dell'attuale Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.
Sul fronte dei rifiuti, il testo indica l'individuazione entro un anno del deposito nazionale per lo stoccaggio in sicurezza dei materiali radioattivi, accompagnata da un sistema di compensazioni economiche per i comuni situati entro cento chilometri dai siti degli impianti e per quelli che ospiteranno il deposito.
La strategia indicata dal Governo punta sui reattori modulari di piccola e media taglia, gli Small Modular Reactors, considerati più flessibili e integrabili rispetto alle grandi centrali tradizionali, accanto allo sviluppo delle tecnologie legate alla fusione.
Nel corso del dibattito parlamentare il ministro Pichetto ha indicato il 2034-2035 come orizzonte per i primi reattori operativi, una tempistica che secondo alcune analisi di settore appare ottimistica rispetto alla sequenza procedurale prevista dalla stessa legge, che contempla l'emanazione dei decreti, l'autorizzazione dei siti e le valutazioni ambientali prima dell'avvio dei cantieri. La delega prevede anche la possibilità di adottare decreti legislativi integrativi e correttivi entro ventiquattro mesi dall'entrata in vigore di ciascun provvedimento attuativo.
L'approvazione italiana si inserisce in un contesto europeo in cui la Commissione ha ribadito il principio della neutralità tecnologica, indicando il nucleare tra le fonti a basse emissioni utili a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. Nel discorso sullo Stato dell'Unione la presidente Ursula von der Leyen ha posto l'obiettivo di raddoppiare entro il 2040 la quota di elettricità nel consumo energetico finale, citando esplicitamente rinnovabili e nucleare tra le tecnologie su cui puntare per l'indipendenza energetica.
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