Affitti brevi, nuove regole e sanzioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il recente decreto, che vieta l'utilizzo delle keybox e impone il check-in di persona entro le prime ore dall'arrivo dei clienti nelle strutture extralberghiere, ha suscitato numerose reazioni tra i proprietari di bed and breakfast e affittacamere. La normativa, considerata da molti antiquata, obbliga i gestori a essere presenti fisicamente per accogliere gli ospiti, eliminando la possibilità di utilizzare sistemi automatizzati per la consegna delle chiavi. Questo cambiamento, che entrerà in vigore a gennaio, ha portato Aigo Confesercenti a scrivere una lettera ai ministri dell'Interno e del Turismo, evidenziando le criticità interpretative e applicative legate agli obblighi di identificazione degli ospiti tramite modalità di check-in online o da remoto.

Inoltre, il decreto introduce l'obbligo del Codice identificativo nazionale (Cin) per tutte le strutture ricettive, pena sanzioni fino a 8mila euro e l'esclusione dalle piattaforme di locazione breve come Booking e Airbnb. Secondo la Banca dati nazionale delle strutture ricettive, oltre un terzo delle case sul mercato è ancora privo di questo codice, il che significa che più di 150mila abitazioni rischiano di essere bandite dalle principali piattaforme di prenotazione online.

La stretta normativa, che mira a regolamentare il settore degli affitti brevi, ha sollevato preoccupazioni tra gli operatori del settore, che temono un impatto negativo sul turismo e sull'economia locale. Tuttavia, le autorità sostengono che queste misure siano necessarie per garantire la sicurezza e la trasparenza nelle transazioni, nonché per combattere l'evasione fiscale e il fenomeno degli affitti in nero.

In questo contesto, è fondamentale che i proprietari di strutture ricettive si adeguino alle nuove disposizioni per evitare sanzioni e continuare a operare legalmente.

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