Wall Street in affanno, il Nasdaq cede più di tutti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I principali indici di Wall Street, dopo un'avvio già negativo, hanno consolidato le loro perdite nel corso della seduta, confermando una giornata all'insegna della tensione per i listini americani. La piazza finanziaria di New York, che aveva aperto i battenti in territorio rosso, ha visto accentuarsi il clima di avversione al rischio, il quale ha spinto gli investitori a privilegiare la cautela e a disfarsi di alcuni degli asset più speculativi. Il mercato, in sostanza, ha mostrato una fragilità che gli analisti di Morgan Stanley avevano recentemente messo in guardia, segnalando il concreto pericolo di una correzione dopo una lunga fase di rialzi; un allarme, questo, che sembra trovare conferma nell'andamento odierno, sebbene le cause del nervosismo siano da ricercarsi in un complesso intreccio di fattori.

Il peso del settore tecnologico

A trainare il ribasso è stato, in maniera piuttosto netta, il comparto tecnologico, il cui malumore si è riverberato con particolare intensità sull'indice Nasdaq, specializzato proprio in quei titoli. Quest'ultimo, non a caso, ha registrato la performance peggiore tra i principali benchmark, scivolando di oltre l'uno e mezzo percento e portandosi su livelli che fanno riflettere gli operatori. Una delle batoste più significative è toccata a Uber Technologies, il cui titolo ha perso terreno in modo vistoso dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, i quali, evidentemente, non hanno convinto gli investitori. C'è da dire, però, che non tutti i colossi hanno subito la stessa sorte, poiché alcuni di essi hanno mostrato segnali di resistenza nonostante il vento contrario.

Volatilità in aumento e le eccezioni positive

Parallelamente al calo degli indici, si è impennato anche l'indice Vix, il cosiddetto "indicore della paura", che misura la volatilità attesa dal mercato. Il suo balzo, superiore al dodici percento, segnala una domanda crescente di coperture assicurative contro ulteriori ribassi, una strategia spesso adottata dai grandi investitori istituzionali per proteggere i propri portafogli. In questo quadro generale di difficoltà, tuttavia, non sono mancate delle note positive, come quella rappresentata da Marriott International. La multinazionale alberghiera, infatti, ha chiuso la giornata con un guadagno consistente, distinguendosi per la sua forza sia nella seduta odierna che su base settimanale, dimostrando come alcuni settori, forse considerati più difensivi, riescano a catturare l'interesse del mercato anche in fasi di incertezza.

Il panorama settoriale

La debolezza ha interessato trasversalmente molti big della piazza, con pesanti flessioni per nomi di primo piano come Boeing e Salesforce, che hanno gravato sull'andamento del Dow Jones. Anche il comparto dei semiconduttori, con Nvidia in territorio negativo, e quello dei servizi di viaggio hanno patito la fase di liquidazione. L'S&P 500, l'indice più rappresentativo dello stato di salute dell'economia statunitense, ha riflesso questa pressione vendite generalizzata, scendendo al di sotto di una soglia psicologica importante. La seduta si è dunque chiusa con un bilancio ampiamente negativo, che lascia spazio a interrogativi sulla prossima direzione che potranno prendere i mercati sotto la presidenza di Donald Trump.

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