Amazon punta a Globalstar, la rete satellitare degli iPhone (ma Apple è un ostacolo da 9 miliardi)
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Redazione Economia
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Secondo le ultime indiscrezioni raccolte e pubblicate dal Financial Times, il colosso dell’e-commerce guidato da Andy Jassy (e in un contesto geopolitico che vede nuovamente Donald Trump alla Casa Bianca, fattore che inevitabilmente condiziona le politiche industriali e spaziali americane) avrebbe messo gli occhi su Globalstar, la società di telecomunicazioni satellitari che attualmente fornisce le fondamenta tecnologiche per la funzionalità di “SOS emergenze” via satellite degli iPhone. Le trattative, che stando al rapporto sarebbero in corso già da tempo, riguardano un’operazione che potrebbe portare alla valutazione dell’azienda target intorno ai 9 miliardi di dollari, una cifra che riflette non solo il valore degli asset in orbita ma anche la crescente importanza strategica delle connessioni extra-atmosferiche.
La “mela” avvelenata di Cupertino: una quota del 20 per cento che complica i piani
Se l’interesse di Amazon fosse solo economico, la vicenda sarebbe già di per sé rilevante; diventa però eccezionalmente complessa se si considera il ruolo di Apple, che non è certo una spettatrice passiva in questa partita. Nel 2024, la Mela ha infatti versato nelle casse di Globalstar un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di dollari, acquisendo una partecipazione del 20 per cento e impegnandosi inoltre a coprire i costi per l’infrastruttura (poco più di un miliardo di dollari). In pratica, chiunque voglia rilevare Globalstar oggi, non può fare a meno di passare dal tavolo di Cupertino. La natura stessa dell’accordo, lo si apprende dalle fonti, è blindata: Globalstar ha riservato l’85 per cento della sua capacità di rete proprio per i dispositivi Apple, un legame operativo che rende l’azienda un gioiello di famiglia difficile da srare. L’operazione che vede Amazon pronta a sfidare apertamente Elon Musk e la sua Starlink si scontra quindi con la necessità di rinegoziare questi impegni, trasformando una semplice acquisizione in una delicata mediazione tra due giganti della tecnologia.
La sfida spaziale di Bezos: colmare il divario con Starlink in un colpo solo
Guardando al quadro strategico, non è difficile capire perché Jeff Bezos spinga per questa mossa. Il progetto satellitare di Amazon, conosciuto con il nome in codice “Leo”, è ancora in una fase decisamente embrionale se paragonato alla costellazione di SpaceX: mentre i razzi di Musk mettono in orbita migliaia di satelliti (oltre diecimila quelli attivi), Amazon può contare al momento su poco più di 180 unità nello spazio, una flotta ridotta che rischia di farla rimanere indietro in quella che ormai è considerata la nuova frontiera della connettività. Acquisire Globalstar significherebbe per Amazon mettere le mani su una rete già operativa, con licenze L-Band pronte all’uso e una tecnologia di trasmissione dati che i tecnici di Cupertino hanno già stress-testato con successo in condizioni estreme. La società target, fondata nel lontano 1991 e tornata improvvisamente al centro del settore grazie all’interesse dei big tecnologici, ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita, dimostrando una solidità che va oltre la semplice speculazione finanziaria. Se l’accordo dovesse andare in porto, Amazon si ritaglierebbe un ruolo da protagonista nel mercato della connettività aerea e mobile, settori in cui ha già firmato contratti con importanti compagni aeree e dove la copertura globale offerta dai satelliti è un elemento di forza assoluto.
Le reazioni del mercato e il futuro del servizio SOS per gli utenti Apple
L’eco della notizia ha già fatto tremare i mercati, con le azioni di Globalstar che sono schizzate in alto di oltre il 13 per cento nelle contrattazioni after-hour, segno che gli investitori vedono in questa potenziale fusione un valore aggiunto immediato. Tuttavia, per l’utente finale che possiede un iPhone o un Apple Watch Ultra, l’acquisizione non dovrebbe tradursi in un cambiamento immediato della fruizione del servizio di emergenza. Attualmente, la funzionalità che permette di inviare un messaggio ai soccorsi in assenza di copertura cellulare e Wi-Fi è gratuita per due anni dall’attivazione del dispositivo, e i termini di questo accordo, essendo stati stipulati con Apple in via prioritaria, dovrebbero essere rispettati anche in caso di cambio di proprietà. Quello che resta da capire, ed è il vero nodo della questione che tiene banco negli ambienti finanziari, è se Amazon sia disposta a farsi carico di questi obblighi contrattuali (e quindi a operare una rete che serve principalmente il principale rivale nella telefonia) o se invece tenterà di usare la leva dell’acquisizione per strappare a Cupertino condizioni più vantaggiose. Le fonti interpellate dal Financial Times sottolineano che, al momento, nessun accordo è stato firmato e le discussioni potrebbero ancora arenarsi sugli scogli della governance e della ripartizione dei costi futuri.
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