Apple presenta iOS 26 con Liquid Glass: il design che rivoluziona l’iPhone
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’ultima volta che l’iPhone ha subito un restyling radicale risale al 2013, quando iOS 7 segnò l’abbandono dello scheumorfismo a favore di un design piatto e minimalista. Oggi, a distanza di dodici anni, Apple compie un nuovo salto estetico e funzionale con iOS 26, presentato alla WWDC 2025. Il sistema operativo, che abbandona la numerazione progressiva per allinearsi all’anno di riferimento (il 2026, nonostante il rilascio avverrà nel 2025), introduce Liquid Glass, un linguaggio visivo che trasforma l’interfaccia in una superficie dinamica, capace di interagire con luce e movimento.
Il cuore della novità risiede nell’estetica fluida, che combina trasparenze, rifrazioni e profondità simulate per creare un effetto tridimensionale senza precedenti. Le icone, ora semi-trasparenti e reattive al tocco, sembrano “galleggiare” sullo schermo, mentre la lock screen e la home si adattano al contesto ambientale, modificando tonalità e opacità in base all’ora del giorno o all’illuminazione. «Non si tratta solo di un cambiamento grafico, ma di un’evoluzione nell’interazione tra utente e dispositivo», ha spiegato Craig Federighi, senior vice president of Software Engineering di Apple, durante la keynote.
Oltre al design, iOS 26 potenzia l’intelligenza artificiale integrata con Visual Intelligence, una suite di strumenti che migliora l’elaborazione delle immagini e la ricerca fotografica. Safari introduce una modalità Focus Browsing per ridurre le distrazioni, mentre l’app Fotocamera sfrutta algoritmi avanzati per ottimizzare gli scatti in tempo reale. Non mancano aggiornamenti per Messaggi, con effetti di animazione personalizzabili, e CarPlay, ora più integrato con i sistemi di guida autonoma.
La scelta di saltare alla versione 26, saltando numerazioni intermedie, riflette una strategia chiara: allineare il nome del software all’anno di riferimento, come già avviene con macOS. Una mossa che semplifica l’identificazione per gli utenti, ma che segna anche una rottura con la tradizione incrementale degli aggiornamenti.




