Apple rilancia l’AI e rivoluziona l’interfaccia con Liquid Glass, ma i dubbi restano

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Mentre il mondo dell’intelligenza artificiale accelera verso soluzioni sempre più avanzate, Apple continua a muoversi con prudenza, bilanciando innovazione e cautela. Durante la Wwdc 2025, la conferenza dedicata agli sviluppatori in corso a Cupertino fino al 13 giugno, il colosso ha presentato novità significative, tra cui Foundation models, un framework che permetterà ai programmatori di sfruttare i modelli proprietari dell’azienda. Un passo avanti, certo, ma che conferma una strategia graduale, lontana dai toni rivoluzionari di alcuni competitor.

Non è mancato, tuttavia, un elemento in grado di catturare l’attenzione: l’introduzione di Liquid Glass, il nuovo linguaggio visivo che uniforma l’estetica di tutti i sistemi operativi Apple. Un cambiamento radicale, paragonabile al passaggio dallo scheumorfismo al flat design di un decennio fa, che si riflette anche su Safari in iOS 26. Questa volta, però, la società ha evitato l’errore commesso con iOS 15, quando impose un layout unico scatenando proteste. Gli utenti potranno scegliere tra tre diverse configurazioni, mantenendo quella compatta come default.

Proprio su Safari, del resto, si concentrano alcune delle novità più visibili. L’integrazione con Liquid Glass non è solo una questione di colori o icone: influisce sul comportamento stesso del browser, rendendo l’esperienza più fluida e coerente con il resto dell’ecosistema. Un approccio che, se da un lato sembra inseguire le evoluzioni grafiche di Android, dall’altro mira a distinguersi attraverso un’armonia estetica difficilmente replicabile.

Eppure, nonostante gli sforzi, è ancora Apple Intelligence a finire sotto la lente. Presentata come il futuro dell’AI integrata nei dispositivi, finora ha deluso le aspettative, alimentando scetticismo tra osservatori e sviluppatori. C’è chi la definisce, con una punta di sarcasmo, “l’intelligenza artificiale delle conferenze stampa”, sottolineando come gli annunci non siano ancora stati seguiti da applicazioni concrete. I problemi nello sviluppo di algoritmi proprietari, del resto, sono noti, e i ritardi accumulati pesano come un macigno.

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