Chiusa per un cedimento la Sp 20 tra Trapani e Pizzolungo, disagi e percorsi alternativi per raggiungere la costa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Sp 20, l’arteria che corre a ridosso della costa collegando Trapani a Pizzolungo e che rappresenta per migliaia di automobilisti, tra cui pendolari e residenti delle frazioni di Bonagia e Piana di Anchise, la via più diretta per spostarsi verso i comuni di Custonaci e San Vito Lo Capo, è stata chiusa al transito. Il provvedimento, assunto nella giornata del 16 febbraio dagli uffici tecnici del Libero Consorzio Comunale dopo un sopralluogo che non lasciava margini a interpretazioni, si è reso inevitabile a causa del cedimento di un tratto del manto stradale: una voragine, apertasi sul lato della carreggiata che guarda il mare, ha infatti reso la percorrenza di quel segmento, situato nelle vicinanze della frazione di San Cusumano, estremamente pericolosa per l’incolumità dei conducenti.

A lanciare per primo l’allarme era stato, già nelle ore precedenti, il consigliere comunale di Erice Vincenzo Maltese, le cui segnalazioni hanno trovato un rapido e preoccupante riscontro nella realtà dei fatti: l’asfalto, letteralmente sbriciolatosi in più punti, lasciava intravedere il vuoto sottostante, con il guardrail che sembrava quasi sospeso sul ciglio della scarpata -4. Il quadro emerso dai rilievi ha imposto la chiusura immediata, una decisione definita necessaria per scongiurare qualsiasi potenziale rischio per il traffico veicolare, considerato che il cedimento non si limitava a una semplice buca, ma era il sintomo di un dissesto più profondo che ha coinvolto la base stessa della piattaforma stradale, erosa dal basso.

Le cause del dissesto e le prime reazioni istituzionali

Le cause di questo ennesimo cedimento vanno ricercate nelle condizioni meteorologiche particolarmente avverse che hanno caratterizzato le ultime settimane, con piogge insistenti e, soprattutto, mareggiate violente che hanno flagellato la costa. Come spiegato dall’assessore di Erice Paolo Genco, intervenuto nel corso di un tavolo tecnico, la strada non è stata semplicemente invasa dall'acqua piovana, ma è stata letteralmente erosa dal basso: il mare, spinto dalla forza delle onde, ha progressivamente svuotato la scarpata su cui poggia la carreggiata, fino a provocarne il collasso in quel punto specifico -1. I tecnici, nel corso delle verifiche, hanno comunque potuto accertare che le infrastrutture sottostanti, come le tubature dell'acqua e del gas, non hanno subito danni, un particolare che potrebbe agevolare le successive operazioni di ripristino. Il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, in una dichiarazione ufficiale, ha parlato di una strategia di recupero del sistema viario provinciale che è una realtà concreta, ma ha anche dovuto constatare come le condizioni emergenziali, purtroppo, rappresentino ancora un problema serio e pesante da affrontare con la massima urgenza -7. La Sp 20, ha aggiunto, subisce profondamente l’impatto della forza del mare e questo cedimento ne è l'ennesima, preoccupante conferma.

La rabbia del comitato di quartiere e il nuovo piano viario

La chiusura ha immediatamente scatenato la reazione del Comitato di Quartiere di Pizzolungo - Piana di Anchise, il cui presidente Andrea Grimaudo ha espresso a nome dei residenti una “grave preoccupazione” per le conseguenze che questo provvedimento avrà sulla vita quotidiana della comunità -2. Il timore concreto, hanno spiegato, è quello di rimanere isolati per settimane, un grido d’allarme che si è levato forte dalla frazione. Nella nota diffusa, il comitato ha voluto ricordare come questa situazione, per certi versi, fosse prevedibile e forse evitabile: negli anni scorsi, infatti, erano state più volte segnalate le criticità legate all'erosione e al deposito di alghe proprio in quel tratto di strada, chiedendo a gran voce interventi di manutenzione preventiva che, però, non sono mai stati realizzati -1. Oggi, con la voragine che si è aperta, la comunità si trova a fare i conti con l'inerzia del passato e con disagi pesanti per lavoratori, studenti e anziani, che necessitano di raggiungere i servizi essenziali in città. Per far fronte all'emergenza, il Libero Consorzio ha diramato le nuove indicazioni viarie: per chi da Trapani deve dirigersi verso Pizzolungo, Bonagia, Custonaci o San Vito Lo Capo, la deviazione obbligata impone di percorrere la Strada Statale 187 per Valderice, un itinerario che allunga notevolmente i tempi di percorrenza. Al contrario, chi dalle località a nord deve raggiungere il capoluogo, dovrà immettersi sulla stessa Statale 187, mentre i residenti di Pizzolungo e Bonagia, per andare a Trapani, dovranno percorrere la Sp 20 fino allo snodo che conduce a Valderice per poi proseguire sulla 187 -3.

I tempi del ripristino e la complessità dell'intervento

Riguardo ai tempi per la riapertura, dalle dichiarazioni degli amministratori locali emerge un cauto ottimismo, sebbene condizionato dall'evolversi delle condizioni meteo e dalla complessità dell'opera di messa in sicurezza. L'assessore Genco ha fatto sapere che esiste un finanziamento già disponibile che prevede la posa di grandi massi a protezione di circa cento metri di costa, un intervento finalizzato a impedire che nuove ondate di maltempo possano reiterare il fenomeno erosivo alla base della scarpata -1. Una volta posizionati questi blocchi, la Provincia potrà procedere con il rifacimento del manto stradale nella parte danneggiata. I tecnici, ha spiegato l'assessore, stimano che, se il tempo dovesse reggere e consentire l'operatività delle squadre, i lavori potrebbero completarsi nell'arco di una settimana o al massimo dieci giorni. Il presidente Quinci, nel suo intervento, ha sottolineato come gli accorgimenti tecnici abbiano già permesso di mettere in sicurezza il punto critico, ma ha anche voluto aprire una riflessione più ampia, necessaria a suo dire per non limitarsi alla logica emergenziale: serve un confronto tecnico e istituzionale più approfondito sull'erosione della costa e sulla capacità delle infrastrutture di rispondere a queste sfide climatiche, un problema che va ben oltre il singolo cedimento -8.

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