Sulla SP20 a San Cusumano partiti i lavori, la strada riaprirà a senso unico alternato ma i residenti di Pizzolungo restano sul piede di guerra

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo giorni di inevitabili caos e proteste, il Libero Consorzio Comunale di Trapani ha finalmente messo mano al portafogli e, soprattutto, ha dato il via agli interventi sulla SP20, quel tratto di San Cusumano dove lunedì scorso l’asfalto è semplicemente collassato al passaggio di un’autobotte, inghiottito da un mare che, di fatto, aveva già “svuotato” la scarpata sottostante. I lavori, partiti questa mattina dopo il nulla osta del Demanio Marittimo, consistono essenzialmente nella realizzazione di una scogliera radente la carreggiata, una sorta di opera difensiva che dovrebbe proteggere l’asse viario da ulteriori erosioni, per poi procedere al rifacimento del manto stradale. La sindaca di Erice, Daniela Toscano, in un tentativo di fornire una parvenza di certezza ai cittadini ormai esausti, ha annunciato che presumibilmente lunedì prossimo la strada potrebbe essere riaperta, seppur a metà, con un senso unico alternato regolato da semaforo. Una soluzione, questa, che consentirebbe il transito in sicurezza ma che non cancella certo i disagi patiti in questi giorni da pendolari e residenti.

La trincea di Pizzolungo e le polemiche sulle tempistiche di riapertura

Nonostante l’avvio del cantiere, che ha visto la ditta incaricata dall’Ente operare subito dopo l’autorizzazione del Demanio, il fronte del malcontento, soprattutto nella frazione di Pizzolungo, non accenna a placarsi. I residenti, quelli che ogni giorno devono fare i conti con un’alternativa viaria che allunga i tempi di percorrenza in modo esasperante—dovendo imboccare la SS187 per Valderice per poi ridiscendere—vivono la situazione come un accerchiamento. Il Comitato di Quartiere "Piana di Anchise" non ha mai nascosto la propria rabbia, sottolineando come questo cedimento non fosse affatto un fulmine a ciel sereno, ma il risultato di anni di segnalazioni inascoltate e di una manutenzione che definire carente è un eufemismo. Il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, dal canto suo, ha respinto al mittente quelle che definisce “propaganda e strumentalizzazioni”, rivendicando la gestione dell’emergenza e puntualizzando che l’ipotesi di un by-pass provvisorio—avanzata da alcuni—si sarebbe dovuta scontrare con una serie di ostacoli burocratici e vincoli ambientali tali da renderla, di fatto, una chimera. Una presa di posizione, la sua, che mira a parlare con i fatti e a non alimentare false aspettative, anche perché le condizioni meteorologiche, attualmente instabili, potrebbero sempre mettere i bastoni tra le ruote alla tabella di marcia.

L'erosione silenziosa e la viabilità spezzata sulla provinciale trapanese

La dinamica del cedimento, come hanno spiegato i tecnici, non è legata tanto all'acqua piovana in sé, quanto al lavoro sotterraneo e incessante delle mareggiate. Il mare, in pratica, aveva minato le fondamenta della strada, scavando al di sotto e creando un vuoto che prima o poi sarebbe venuto a galla. E così è stato. Ora, con la chiusura totale del tratto, la viabilità dell'intera zona è stata rivoluzionata: chi da Trapani deve raggiungere le località di Pizzolungo, Bonagia o San Vito Lo Capo è costretto a un periplo che sembra una beffa, un allungamento che trasforma un tragitto di pochi minuti in un piccolo calvario quotidiano. La situazione è talmente tesa che persino in Prefettura si sono svolti vertici per monitorare la vicenda, con il Libero Consorzio che ha dovuto ribadire la propria competenza esclusiva sulla SP20, chiarendo che l'intervento in corso è l'unico concretamente praticabile. Il ripristino del manto stradale, infatti, avverrà solo dopo il completamento della scogliera, e solo allora si potrà tornare a parlare di riapertura completa.

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