La rivoluzione silenziosa: addio a Dybala, Pellegrini, El Shaarawy e Celik, la Roma di Gasperini cambia pelle nella pausa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sosta per le nazionali, spesso momento di riflessione e di bilanci in sordina, si sta trasformando per la Roma in un laboratorio di pianificazione strategica. È in questi giorni, lontano dai riflettori del campo, che si sta delineando il profilo della squadra che Gian Piero Gasperini avrà a disposizione per il suo secondo anno sulla panchina giallorossa. Il tecnico, che aveva chiesto garanzie sul futuro per placare la sua sete di certezze, si trova di fronte a una rivoluzione annunciata: quella di un organico destinato a cambiare fisionomia con l’eliminazione del peso economico rappresentato da quattro colonne.

A salutare Trigoria, al termine della stagione, saranno infatti quattro calciatori di spicco le cui scadenze contrattuali rappresentano un’occasione di svolta per le casse del club. Paulo Dybala, Lorenzo Pellegrini, Stephan El Shaarawy e Zeki Celik—un pacchetto di calciatori che rappresenta esperienza, qualità e anche una voce di spesa non indifferente—usciranno di scena, liberando un monte ingaggi lordo di circa 35 milioni di euro all’anno. Si tratta di una scelta netta, voluta dalla proprietà Friedkin, che intende alleggerire il bilancio per evitare le maglie strette del fair play finanziario, dando al contempo un segnale di discontinuità rispetto al recente passato.

Dybala e Pellegrini: i pesi massimi verso l’addio

La suggestione legata a Paulo Dybala, l’argentino che aveva acceso la fantasia dei tifosi, sta vivendo i suoi ultimi capitoli in giallorosso. La sua avventura, costellata di lampi di genio e condizionata da frequenti intoppi fisici, giungerà a conclusione a giugno, senza che si prospetti un prolungamento. Una situazione analoga, sebbene con connotati diversi legati all’identità locale, riguarda Lorenzo Pellegrini. Il capitano, simbolo della romanità, sembra destinato a chiudere la sua esperienza nella Capitale per approdare a parametro zero alla Juventus. Un’operazione, quella che porterebbe il centrocampista sotto la Mole, fortemente voluta dall’allenatore Luciano Spalletti, il quale vede nel calciatore un elemento duttile e funzionale al suo scacchiere tattico, specialmente nell’eventualità di una partenza di Koopmeiners. Un’occasione di mercato che i bianconeri intendono sfruttare per portare a Torino un profilo di esperienza e affidabilità.

El Shaarawy e Celik: destini diversi, stessa uscita

Non meno significative sono le altre due uscite che andranno a completare la lista degli svincolati. Stephan El Shaarawy, il “Faraone” che aveva trovato una seconda giovinezza sulle sponde del Tevere, è pronto a fare ritorno alle sue radici. L’esterno offensivo, cresciuto nel vivaio del Genoa, è da tempo nel mirino del club ligure, che già a gennaio aveva tentato un’operazione poi bloccata da Gasperini. Ora, con il contratto in scadenza, il sogno di tornare a casa diventa realtà, sebbene il nodo dell’ingaggio—attualmente pari a 2,5 milioni netti—richieda un sostanzioso taglio dello stipendio per sposare le possibilità economiche del Grifone. Chiuderà la porta anche Zeki Çelik, il terzino turco approdato a Roma nell’estate del 2022. Il suo addio, già dato per certo, non rappresenterà una sorpresa, ma un ulteriore tassello di quel rinnovamento che la dirigenza intende portare avanti su tutta la fascia destra.

Il mercato in entrata: i nomi per il futuro

Mentre la porta girevole delle cessioni—che non si limiterà ai soli svincolati ma includerà anche operazioni in uscita per fare cassa—gira a pieno ritmo, la Roma guarda avanti con la consapevolezza di dover ricostruire ampi reparti, specialmente il pacchetto offensivo. I nomi sul taccuino del direttore sportivo iniziano a circolare con insistenza: tra i profili graditi spiccano Sauer e Yuri Alberto, due attaccanti visti come possibili pedine per rimpolpare un attacco che subirà un profondo rinnovamento. Yuri Alberto, del resto, ha già manifestato il desiderio di tornare a calcare i campi europei, mostrando apprezzamento per le sirene che giungono dall’Italia. Si tratta di due obiettivi che confermano la volontà della società di puntare su profili funzionali al gioco di Gasperini, il quale, dopo un primo anno di transizione, punta a un consolidamento nelle gerarchie del campionato.

Se il primo anno del nuovo corso era stato necessariamente dedicato all’adattamento, con ben tredici arrivi tra estate e gennaio e quindici partenze, il prossimo sarà quello del rinnovamento strutturale. L’obiettivo è chiaro: evitare gli errori di una stagione in cui, nonostante il cambio di passo, il processo di trasformazione non è stato esente da intoppi. Ora, la pausa fornisce il tempo necessario per gettare le basi di una nuova Roma, più leggera nei costi e forse più aderente all’identità voluta dal suo allenatore.

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