Friedkin, blitz a Trigoria: via libera di Gasperini ai rinnovi di Dybala, Pellegrini e Celik

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quando a muoversi sono i Friedkin in persona, e non i loro emissari, il clima dentro Trigoria cambia radicalmente. Dan e Ryan, proprietari del club giallorosso, parlano poco ma, come dimostrato dai blitz che portarono agli esoneri di Mourinho e De Rossi o ai colloqui con Gasperini, quando scendono in campo lo fanno per assumersi la responsabilità delle decisioni. E nell’ultimo summit nella Capitale, a ridosso del derby, il verdetto è stato chiaro: niente più “tabula rasa” o smantellamento della rosa, bensì la costruzione di una Roma a immagine e somiglianza del tecnico piemontese, uscito fortemente rafforzato dal confronto diretto.

Gasperini al centro del progetto: libertà d’azione e investitura totale

Gian Piero Gasperini, che ha avuto la meglio nella “sfida interna” con il senior advisor Claudio Ranieri, ha ottenuto in poche settimane ciò che un allenatore sogna per anni: la libertà d’azione assoluta e la facoltà di scegliere il futuro secondo i propri desideri. Il tecnico, entrando all’Olimpico per il derby numero 164 già avvolto dalla fama di uomo forte del club, ha convinto i Friedkin a ripartire dalle certezze, mettendo i rinnovi contrattuali dei big e la ricostruzione dell’organigramma societario al centro del progetto. Non solo: Gasp avrà voce in capitolo anche nella gestione dello staff medico e tecnico, segno evidente di come la proprietà gli abbia concesso una centralità nelle scelte a 360 gradi, lontana dalle indecisioni dei mesi scorsi.

La svolta sui rinnovi: taglio degli ingaggi ma blindature pesanti

Il piano studiato dalla dirigenza, che ambisce a ridurre il monte ingaggi dagli attuali 140 milioni a meno di 100, non impedirà dunque la permanenza dei cosiddetti “pilastri” voluti da Gasp. Le situazioni contrattuali più spinose, quelle di Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini, hanno ricevito una brusca accelerata proprio grazie alla presenza fisica di Ryan Friedkin a Roma. Per l’argentino, il cui contratto scade a fine stagione, è pronto un rinnovo biennale con un ingaggio fortemente ridimensionato rispetto agli 8 milioni netti attuali (si parla di una base fissa tra i 2,5 e i 3 milioni); cifre analogamente ribassate (con un taglio stimato del 60%) sono sul piatto anche per il capitano Pellegrini, che attualmente guadagna 6,5 milioni. La linea della proprietà è chiara: abbattere i costi senza però privare l’allenatore degli elementi che ritiene incedibili, una strategia che riguarda anche Zeki Celik, per il quale si ipotizza un leggero adeguamento del salario (dai 2,5 ai 3 milioni).

Vertice e rivoluzione dirigenziale: addio a Massara, si cerca il nuovo ds

Questo summit, necessario per chiarire i punti rimasti irrisolti in una stagione piuttosto tesa sui piani dei rapporti interni (come dimostrato dalla relazione mai decollata col direttore sportivo Frederic Massara), ha sancito anche l’accelerazione sul fronte dirigenziale. La separazione con l’attuale ds appare ormai segnata, e il casting per il sostituto procede di pari passo con le volontà del tecnico. Tra i profili seguiti per il nuovo direttore sportivo spiccano nomi come Tony D’Amico e Sean Sogliano, con l’obiettivo di creare un affiatamento totale tra la panchina e l’area tecnica, una condizione che era mancata finora a Gasperini. Mentre la squadra si prepara al derby, dunque, la proprietà texana ha già messo in moto la macchina del futuro: una transizione che non sarà traumatica, ma che punta a rinnovare la Roma mantenendo intatto il nucleo duro caro al suo allenatore.

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