Draghi e l'Europa di fronte alle sfide di Trump

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   In occasione di un incontro cruciale allo stadio Puskas di Budapest, Mario Draghi ha fornito un’analisi approfondita delle sfide che attendono l’Europa di fronte a una probabile presidenza Trump. L’ex primo ministro italiano ha sottolineato l’urgente necessità per l’UE di rafforzare la propria competitività in un contesto geopolitico in evoluzione. Draghi sveglia ancora una volta l’Europa: “Con Trump bisogna trattare ma tutti insieme e non in ordine sparso”. Una bella svegliata e un’altra lezione di realismo da Mario Draghi all’Europa: con Trump non valgono gli anatemi ma bisogna trattare tutti insieme.

Chi pensava che l’ex premier ed ex Presidente della Bce, Mario Draghi, scagliasse anatemi contro Donald Trump, rieletto Presidente degli Stati Uniti a furor di popolo, aveva preso lucciole per lanterne. Draghi si ispira a grandi ideali ma ha anche una buona dose di realismo. L’Europa risponde alla sfida di Trump: più innovazione e competitività Marco Guerra – Città del Vaticano “Lo status quo non è più un'opzione. per rilanciare la nostra competitività, tutti gli strumenti e le politiche devono essere utilizzati in modo completo e coerente sia a livello di Ue che di Stati membri”, nella dichiarazione finale i leader europei riaffermano la necessità di un cambio di passo della politica comunitaria alla luce dei nuovi assetti mondiali derivanti dall’elezione di Trump alla Casa Bianca. IL VIDEO. Ue, von der Leyen: il rapporto Draghi focus del summit di Budapest Budapest, 8 nov.

Colmare il divario nell'innovazione, semplificazione delle norme per le imprese e investimenti, pubblici e privati, abbattimento delle barriere interne ancora esistenti nel mercato unico, sostegno all'industria per la decarbonizzazione, digitalizzazione e sicurezza strategica nelle catene del valore.

Questi i punti più importanti individuati dal rapporto di Mario Draghi sul futuro della competitività europea, a cui bisognerà dare seguito nei prossimi anni, ha sottolineato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio europeo di Budapest con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il primo ministro ungherese Viktor Orban

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