Mosca riconquista un altro insediamento nel Kursk, Sudzha quasi totalmente distrutta

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’esercito russo ha ripreso il controllo di un ulteriore insediamento nella regione di Kursk, precedentemente occupato dalle forze ucraine durante la recente controffensiva. Secondo quanto dichiarato dal ministero della Difesa russo, venerdì scorso è stata riconquistata Goncharovka, località situata nella parte occidentale della regione, insieme ad altri 28 villaggi liberati nell’arco dell’ultima settimana. Le operazioni militari, che hanno visto un intensificarsi degli scontri, hanno lasciato Sudzha, una delle città chiave dell’area, quasi completamente distrutta, con danni ingenti alle infrastrutture civili e militari.

Il Cremlino, da parte sua, continua a esercitare pressioni sull’Ucraina, ribadendo l’offerta – già avanzata nei giorni scorsi – di risparmiare la vita ai soldati ucraini disposti a deporre le armi. Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, ha sottolineato che “il tempo stringe”, lasciando intendere che la finestra per una resa negoziata si sta progressivamente chiudendo. Nel frattempo, fonti vicine al governo russo hanno fatto trapelare un “cauto ottimismo” dopo il recente colloquio tra Putin e l’inviato della Casa Bianca, Witkoff, durante il quale sono stati discussi possibili scenari per una tregua.

Sul fronte diplomatico, emerge con sempre maggiore insistenza il ruolo dell’ex presidente statunitense Donald Trump, che in un’intervista ha espresso fiducia nella possibilità di raggiungere un cessate il fuoco. “Stiamo trattando con Putin – ha dichiarato il tycoon – e penso che accetterà”. Trump ha inoltre anticipato che maggiori dettagli potrebbero essere resi noti già lunedì, lasciando intravedere una possibile svolta nei negoziati.

Intanto, Putin ha fatto sapere di aver preso atto dell’appello di Trump riguardo al trattamento umanitario delle truppe ucraine nel Kursk. Durante una riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale russo, il presidente ha ribadito che ai militari che si arrenderanno saranno garantiti “la vita e un trattamento dignitoso”, in linea con le convenzioni internazionali sui prigionieri di guerra. Tuttavia, nonostante le aperture diplomatiche, le operazioni militari proseguono senza sosta, con Mosca determinata a consolidare il controllo sull’area.

La situazione nel Kursk rimane estremamente volatile, con migliaia di civili costretti a fuggire dalle zone più colpite dai combattimenti. Le immagini satellitari mostrano interi quartieri ridotti in macerie, mentre le organizzazioni umanitarie denunciano la mancanza di aiuti essenziali per la popolazione rimasta sul territorio. Le autorità ucraine, dal canto loro, non hanno ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulle ultime operazioni russe, limitandosi a confermare che le truppe stanno resistendo “con ogni mezzo disponibile”.

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