Cala il tasso di interesse legale, cambiano i coefficienti per usufrutto e rendite

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il nuovo anno fiscale si apre, com'è ormai consuetudine, con l'adeguamento del saggio legale degli interessi, un parametro tecnico il cui spostamento, seppur di pochi decimali, muove ogni volta somme considerevoli e ridisegna i contorni di una pluralità di operazioni giuridiche ed economiche. A stabilirlo, confermando quanto anticipato, è stato il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 24 dicembre 2025, pubblicato ieri sul sito del Dipartimento delle Finanze e in attesa di registrazione in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, di fatto, rende operative le nuove modalità per il calcolo dei diritti di usufrutto e delle rendite o pensioni, tutte voci che dipendono in modo stringente dalla misura ufficiale del tasso.

Il parametro scende all'1,60 per cento

Il cuore della manovra risiede nella riduzione del tasso di interesse legale, che a partire dal primo giorno di gennaio 2026 scende dal 2,00 per cento all'1,60 per cento annuo. Questa variazione, che segue un preciso dettame del codice civile, non è frutto di una decisione discrezionale ma scaturisce da un calcolo matematico legato al rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato e al tasso d'inflazione registrato. La nuova percentuale, come stabilito dal decreto ministeriale del 10 dicembre già apparso in Gazzetta, si applicherà a tutti i periodi decorrenti dal primo gennaio fino al momento effettivo di un eventuale pagamento tardivo, andando a influenzare, tra l'altro, anche il calcolo degli interessi moratori per il cosiddetto ravvedimento operoso in materia tributaria.

Le ricadute sul versante assicurativo e risarcitorio

L'adeguamento del saggio, com'è facile intuire, non si limita alla sfera dei rapporti civilistici privati ma investe pienamente anche ambiti di natura risarcitoria e indennitaria. L'INAIL, l'istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, ha già provveduto a diramare una circolare esplicativa, la numero 61 del 23 dicembre, per chiarire l'applicazione del nuovo tasso a decorrere dalla stessa data. La misura degli interessi legali, del resto, incide in maniera diretta sulla quantificazione delle sanzioni civili e sulle relative misure di riduzione previste dalla legge, un aspetto che tocca da vicino una moltitudine di pratiche in cui sono coinvolti cittadini e imprese.

Usufrutto e rendite: un ricalcolo necessario

La modifica più consistente, quella che interessa da vicino la pianificazione successoria e patrimoniale, riguarda la revisione dei coefficienti utilizzati per la determinazione del valore dell'usufrutto e delle rendite vitalizie. Questi diritti, il cui peso economico è notevole, vengono infatti calcolati applicando tabelle che hanno come variabile fondamentale proprio il tasso legale d'interesse. Un suo abbassamento, pertanto, comporta una variazione automatica e generalizzata di tali coefficienti, con effetti immediati su donazioni, divisioni ereditarie e costituzioni di pensioni. Il decreto del 24 dicembre, in sostanza, fissa le nuove tabelle per il 2026, fornendo agli operatori del settore, dai notai ai commercialisti, gli strumenti aggiornati per operare in conformità alla norma.

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