Pensioni 2025, nuovi coefficienti e rivalutazioni
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Redazione Economia
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Dal 1° gennaio 2025 entreranno in vigore i nuovi coefficienti di trasformazione per il calcolo contributivo degli assegni pensionistici, aggiornamento previsto dalla legge Dini del 1996 e successivamente modificato dal decreto legge 78/2010 del governo Berlusconi. Questo decreto ha introdotto l'adeguamento biennale dei requisiti di accesso al pensionamento e dei coefficienti di trasformazione in funzione dell'aspettativa di vita.
Parallelamente, l'Ape sociale, misura che consente la pensione a 63 anni per i disoccupati, sarà confermata anche per il prossimo anno, nonostante manchi ancora l'ufficialità della legge di Bilancio. Tale misura continuerà a rivolgersi alle stesse categorie di beneficiari: invalidi, caregiver, addetti ai lavori gravosi e disoccupati.
A partire da gennaio 2025, le pensioni subiranno un lieve aumento grazie al consueto meccanismo di rivalutazione automatica, che adegua gli importi erogati al tasso di rivalutazione. Tuttavia, l'incremento previsto sarà esiguo rispetto agli anni precedenti, riflettendo un contesto economico caratterizzato da una bassa inflazione, stimata intorno all'1%. Questo scenario solleva interrogativi sull'effettiva capacità di tali rivalutazioni di compensare l'aumento reale del costo della vita.
Inoltre, per le pensioni minime, il nuovo anno porterà un aumento significativo, raggiungendo un importo mensile più alto rispetto alle cifre attuali.




