Salvini attacca la Cgil su sciopero per Gaza: "Delinquenti, sapremo come comportarci"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha definito "delinquenti" i promotori dello sciopero generale di venerdì, lanciando un avviso che il sindacato ha percepito come una minaccia diretta. "Non sono scioperanti, sono delinquenti, sapremo come comportarci", ha dichiarato Salvini, calatosi a Reggio Calabria per sostenere la campagna elettorale della Lega in vista delle regionali, aggiungendo che quella in corso è una "guerra politica". Un attacco frontale, il suo, che si inserisce in un clima già surriscaldato dallo sciopero indetto per Gaza e per la Global Sumud Flotilla.

La replica di Landini e la difesa della protesta

La replica del segretario della Cgil, Maurizio Landini, non si è fatta attendere, definendo la protesta "legittima" e in piena conformità con le leggi, oltre che un’espressione di quei valori costituzionali, tra cui la solidarietà, che la mobilitazione intendeva affermare. Landini, nel corso del corteo romano, ha quindi difeso con forza l’iniziativa, nata dalla collaborazione con i sindacati di base, contro gli strali non solo del leader leghista ma anche della premier Giorgia Meloni. Una contrapposizione netta, dunque, che va ben oltre le consuete polemiche sul diritto di sciopero.

Il governo compatto e i dati contrastanti sulla partecipazione

Sul versante governativo, le posizioni appaiono perfettamente allineate, se è vero che il ministro dell’Interno ha parlato di "appello alla rivolta sociale" in riferimento alla mobilitazione, della quale la Cgil ha rivendicato una partecipazione di circa due milioni di persone, un dato che il Viminale ha però significativamente ridimensionato. Mentre l’opposizione parlamentare ha espresso solidarietà verso i manifestanti, il ministro Salvini ha già annunciato di star lavorando a una stretta normativa contro le forme di protesta che, a suo dire, paralizzano il paese.

La proposta di legge: dalla cauzione per i cortei alla stretta sugli scioperi

La stretta, su cui gli uffici legislativi del ministero sarebbero già al lavoro su diretto input del titolare, punterebbe a introdurre meccanismi dissuasivi, come il pagamento di una cauzione per chi organizza cortei. La proposta, che in ambienti leghisti viene descritta come una legge contro gli "scioperi selvaggi", sembra quindi voler passare dai proclami ai fatti, trasformando le dichiarazioni di questi giorni in un provvedimento concreto che ridisegnerebbe i confini del diritto di manifestazione.

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