Marvel Tokon: Fighting Souls, la recensione: la lettera d'anime di Arc System Works

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La premessa, va detto, era tutt'altro che scontata. Perché Marvel Tōkon: Fighting Souls, il nuovo picchiaduro targato Arc System Works e pubblicato da Sony, si è presentato al pubblico in un momento particolare, tra le polemiche per il futuro del mercato digitale e una certa stanchezza, reale o percepita, per i supereroi al cinema. E poi c'era il problema della versione PC, ancora oggi oggetto di interventi correttivi da parte degli sviluppatori per risolvere problemi di ottimizzazione e stabilità, un aspetto che per un gioco pensato anche per il competitivo non è certo secondario.

Eppure, nonostante queste premesse, il titolo è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nel cuore degli appassionati, forse proprio perché ha saputo fare una cosa che in pochi si aspettavano: coniugare l'accessibilità per i neofiti con una profondità tecnica che soddisfa i veterani, il tutto avvolto in una veste grafica che è un vero e proprio inno allo stile nipponico.

L'arte del combattimento secondo Arc System Works

Quando si parla di un gioco sviluppato da Arc System Works, il primo pensiero va inevitabilmente alla direzione artistica. E in questo, Marvel Tōkon non delude. Anzi, probabilmente si supera. Lo studio giapponese, che con Dragon Ball FighterZ aveva già dimostrato di saper tradurre in modo eccellente un franchise amatissimo in chiave anime, qui compie un ulteriore passo avanti. I modelli 3D dei personaggi sono un tripudio di dettagli, le animazioni fluide e spettacolari, e la pulizia dell'immagine è tale da far sembrare ogni match un episodio di un cartone animato di altissima qualità.

L'influenza del Giappone è ovunque: l'armatura di Iron Man richiama i Gundam, Loki sembra uscito da uno shonen, e persino la colonna sonora e le onomatopee contribuiscono a creare un'atmosfera che è insieme fedele ai fumetti e completamente nuova. Una menzione speciale merita il doppiaggio in italiano, che ha sorpreso positivamente per la qualità delle performance, rendendo l'esperienza ancora più immersiva per chi è abituato agli anime nella nostra lingua.

Un sistema 4v4 per tutti

Il cuore pulsante di Marvel Tōkon è il suo sistema di combattimento 4 contro 4, una scelta che poteva rivelarsi un azzardo, ma che si è dimostrata una delle intuizioni più riuscite del progetto. A differenza di altri picchiaduro a squadre, qui l'intero team condivide una sola barra della salute. Questa scelta, apparentemente semplice, ha un impatto enorme sul gameplay, perché libera il giocatore dall'obbligo di cambiare personaggio per sopravvivere.

Si può tranquillamente scegliere di controllare un solo eroe per tutto l'incontro, usando gli altri come assist o come riserva strategica, oppure sperimentare con le sinergie di coppia e le combo che coinvolgono tutto il gruppo. È un sistema che premia la sperimentazione e che si adatta a qualsiasi stile di gioco, ed è proprio questa flessibilità a renderlo geniale.

Accessibilità e profondità: un equilibrio delicato

Uno dei nodi cruciali per un titolo che ambisce a un pubblico vastissimo, dai fan della Marvel ai professionisti dei picchiaduro, era trovare il giusto equilibrio tra immediatezza e complessità. Arc System Works ha lavorato molto su questo fronte, rendendo le mosse speciali intuitive e le combo facilmente concatenabili anche per un principiante, grazie anche a controlli semplificati che sfruttano i dorsali del controller. Tuttavia, dietro questa facciata accogliente si nasconde una profondità notevole.

La gestione dell'Assemble Gauge, il tempismo degli assist, la conoscenza del proprio team e la capacità di leggere le mosse dell'avversario sono solo alcuni degli elementi che emergono man mano che si gioca, delineando una curva di apprendimento che promette di tenere impegnati i giocatori più esperti per mesi. La differenza, insomma, non sta tanto nel saper eseguire una combo, ma nel sapere quando e come utilizzarla per ribaltare le sorti di un match.

Un roster di venti eroi e la strada da percorrere

Al lancio, il roster conta venti personaggi, suddivisi in cinque squadre tematiche come i Fighting Avengers o gli Unbreakable X-Men. La selezione è varia, mescola icone come Spider-Man, Iron Man e Wolverine a volti meno noti come Peni Parker o Danger, e questo garantisce un buon livello di varietà, soprattutto se si considera il numero di combinazioni di squadra possibili. Tuttavia, per un gioco 4v4, venti combattenti potrebbero sembrare un numero limitato, un aspetto che probabilmente verrà ampliato con i classici season pass.

Lo stesso vale per il bilanciamento, che al momento presenta qualche personaggio più forte di altri, come Doctor Doom o Carnage, un problema che richiederà tempo e interventi post-lancio per essere risolto. Anche la modalità storia, sebbene apprezzabile per la durata e lo stile a fumetti animato, potrebbe non essere sufficiente a giustificare l'acquisto per chi gioca principalmente in single player.

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