Bolelli e Vavassori reggono l’urto del Foro Italico e volano ai quarti nel doppio
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Redazione Sport
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Simone Bolelli e Andrea Vavassori, assorbendo l’energia – a tratti persino opprimente – del pubblico del Foro Italico, hanno costruito passo dopo passo la vittoria negli ottavi di finale del torneo di doppio degli Internazionali d’Italia. La coppia azzurra, testa di serie numero 7 del tabellone, ha impiegato un’ora e quarantasette minuti per avere la meglio sullo svedese Andre Goransson e sullo statunitense Evan King, imponendosi con un duplice 7. Nel dettaglio, il punteggio recita 7-6(4) nel primo parziale e 7-6(0) nel secondo: due tie-break che raccontano l’essenza di una partita equilibrata, in cui – come spesso accade in questa specialità – sono stati gli episodi a fare la differenza.
Due set senza break, poi l’allungo decisivo
Nessuna palla break è stata convertita da nessuna delle due coppie nel corso dei due set regolamentari, a testimonianza di un confronto estremamente serrato. Bolelli e Vavassori, però, hanno saputo gestire con lucidità e determinazione i momenti chiave, alzando il livello nei giochi decisivi. Nel primo tie-break hanno concesso il minimo indispensabile (4 punti all’avversario), mentre nel secondo hanno letteralmente dominato: 7-0, senza lasciare alcuna possibilità a Goransson e King. Una reazione, quella degli azzurri, che conferma la loro capacità di non disunirsi sotto pressione, specialmente davanti al calore – talvolta un’arma a doppio taglio – del pubblico romano.
La strada verso i quarti e il primo turno già superato
Prima di questo successo, Bolelli e Vavassori avevano già superato l’esordio in rimonta contro l’indiano Bhambri e il neozelandese Venus, un altro test che aveva messo in luce la solidità emotiva della coppia. Ai quarti di finale, ad attenderli ci saranno le teste di serie numero uno del tabellone, Heliovaara e Patten. Un avversario di altissimo profilo, ma la fiducia mostrata da Bolelli (“Possiamo giocarcela con tutti”, aveva dichiarato prima del match) non sembra semplice retorica: la vittoria in due tie-break contro una coppia solida come quella svedese-statunitense – capace di tenere il servizio praticamente per due ore – ha fornito indicazioni preziose sulla tenuta mentale del duo italiano.
Un’ora e tre quarti di sostanza, senza fronzoli
La partita, equilibrata dall’inizio alla fine, non ha mai avuto un vero padrone del campo. Si è giocata punto su punto, con i quattro giocatori costantemente appiccicati alla linea di fondocampo o pronti a chiudere a rete. Vavassori, torinese doc, ha messo in mostra una solidità notevole nelle risposte, mentre Bolelli – come spesso gli riesce nei grandi appuntamenti – ha guidato la coppia nei frangenti più caldi. L’ora e tre quarti di gioco, trascorsa senza interruzioni di rilievo, ha restituito l’immagine di un doppio maschile italiano che, pur senza strafare, ha imparato a vincere anche quando la differenza tecnica non è evidente. Nessuna concessione allo scompenso, nessuna reazione sproporzionata dopo i punti persi: solo la gestione pragmatica di un avversario che, dal canto suo, ha commesso l’errore fatale nel secondo tie-break, crollando psicologicamente dopo il minibreak subito.




